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Livorno

la società 

«Offriamo servizi e 120 assunzioni A Cecina inauguriamo, qui valuteremo»

J.G. ;

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livorno. «Siamo dispiaciuti e non ci piace forzare la mano. Siamo rispettosi dei territori e facciamo operazioni dove ci dimostrano interesse per i servizi che portiamo». Detto questo, «la porta non è ancora chiusa e ci prendiamo qualche settimana per decidere se andare avanti con il progetto». A parlare è Sergio Bariani, amministratore delegato del gruppo Gheron, che ha la base tra Voghera e Milano e che gestisce circa 3.300 posti letto tra il nord e ora il centro Italia.

Dal punto di vista amministrativo, il parere negativo espresso nei giorni scorsi dalla Conferenza dei sindaci livornese non impedisce al gruppo di andare avanti con il progetto. Così ora sta agli imprenditori decidere se continuare la strada verso la costruzione delle due Rsa in via Campania.

«Livorno ha in realtà un estremo bisogno di posti letto», controbatte Bariani: «Se si guarda ai dati riferiti agli over 65 non autosufficienti, ha un numero di posti letto inferiore alla media della Regione Toscana. E consideri che la Toscana ha già la metà dei posti di altre regioni del nord». «Se ci aspettavamo questo parere negativo? È la prima volta – risponde – che ci capita in Toscana. Abbiamo altre iniziative: stiamo per iniziare i lavori tra Ponsacco e Pontedera, a Montecatini, a Pistoia, la prima settimana di novembre inaugureremo la struttura di Cecina».

La Rsa da 160 posti che è appena venuta su al Paratino di Cecina è molto simile a quella pensata per Livorno. Qui inizialmente il gruppo aveva progettato di fare tre strutture da 80 posti ciascuna, poi dopo il confronto con le istituzioni si è deciso di scendere a 160. «Una volta capite le esigenze del territorio – dice il rappresentante del gruppo lombardo – abbiamo lavorato bene. Siamo in anticipo sui tempi, abbiamo sistemato le strade pubbliche di accesso, ci sono molte richieste per venire a lavorare con noi, sono state impegnate tante imprese del territorio».

È su questo aspetto che spinge guardando anche verso il progetto di Coteto: «È un’iniziativa che prevede un investimento da 15 milioni, con 18 mesi di cantieri. Porterebbe almeno 120 posti di lavoro in città, con contratti stabili. Cerchiamo sempre di assumere persone che abitano nel territorio». Cosa prevede il progetto? Due strutture: una con moduli di base, per persone non autosufficienti ma con necessità più ordinarie, e un’offerta più specialistica (dall’Alzheimer ai problemi motori), più una sorta di ospedale di comunità.

«In Toscana – conclude Bariani – stiamo trovando la collaborazione da parte dei territori perché c’è un bisogno importante, come nel resto di Italia. In questa regione c’è da sempre tanta attenzione al mondo degli anziani. Nel tempo ci si è però resi conto che i bisogni sono cambiati, perché si è passati da una necessità più di carattere sociale a una sanitaria. Quindi è arrivata la normativa sui voucher e sulla libera scelta che porta nuovi operatori a investire. Se poi a Livorno qualcuno pensa che non ci sia bisogno di questo tipo di offerta vediamo. Ci prendiamo del tempo per decidere».

J.G.

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