Il Tirreno

Livorno

Meglio una bioraffineria per produrre il bio-jet per gli aerei

Alfio Baldi e Katia Calderone*

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La transizione ecologica e la bioraffineria Eni. Occupazione e trattamento dei rifiuti nel territorio. Sussiste una generale convinzione sull’importanza della transizione ecologica. Infatti, è fondamentale migliorare la preoccupante situazione ambientale creatasi nel tempo. Per assicurare migliori condizioni alle prossime generazioni è necessario intervenire nella drastica riduzione del ricorso ai prodotti fossili, sulle emissioni, sulle modalità di trasporto. L’Unione europea si è posta impegnativi obiettivi nel favorire ricorso alla produzione energetica da fonti naturali rinnovabili e la progressiva introduzione di processi di riciclo dei rifiuti, in particolare della plastica. Lo stesso dicasi sulla prevenzione/sostituzione degli stessi materiali non organici. Il progetto (ecofining) della bioraffineria Eni a Stagno ricade a pieno titolo in questo programma in quanto prevede la conversione dell’attuale obsoleta raffineria dei prodotti petroliferi e come tale dovrebbe essere oggetto dei finanziamenti del Ngeu. Dalle caratteristiche del nuovo impianto scaturiscono sia il livello delle ridotte nuove emissioni che i livelli occupazionali. A tal riguardo le scelte politiche che saranno prese sono determinanti. Con riferimento appunto alle emissioni e all’occupazione (oltre 1. 000 fra diretti e indiretti) dell’attuale raffineria, sinteticamente possiamo evidenziare la seguente soluzione: bioraffineria con produzione di idrogeno da gassificazione dei rifiuti indifferenziati e plastici e mantenimento degli attuali livelli occupazionali, –95% di emissioni inquinanti con chiusura dell’attuale termovalorizzatore. L’impianto ecofining è un progetto a brevetto Eni per la trasformazione di trigliceridi in prodotti paraffinici ed isoparaffinici nel range di ebollizione del gasolio e del Kero. Per fare ciò è necessario usufruire di H2 (idrogeno). Il mercato della bioraffineria l’Eni lo sposta sul trasporto aereo nel quale l’unica soluzione è quella dei biocarburanti.

Ecco il motivo per cui una bioraffineria rivolta alla produzione di “bio-jet” potrebbe stare in piedi. Gela e Marghera non possono produrre “bio-jet” e sarebbe inutile e non economicamente conveniente fare una bioraffineria tipo Gela e Marghera. Il traffico aereo è destinato ad una forte espansione.

La soluzione che Eni, che noi condividiamo, avrebbe anche motivi di ritorno economico garantendo il consolidamento della raffineria. A questo punto occorre affrontare la questione del trattamento dei rifiuti. I rifiuti ci saranno sempre anche se l’obiettivo di favorire le politiche di riciclo devono essere portate avanti. Ma più che parlare di territorio “pattumiera”, è bene impostare la discussione e le scelte politiche per realizzare quei trattamenti tali da considerare i rifiuti come ricchezza.

* Coordinatori

provinciali Italia Viva

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