Sicurezza
Movida, discoteca, Fortezza Nuova e parcheggi: «La Venezia soffre, ecco le soluzioni»
L’incontro in piazza promosso da Buongiorno Livorno diventa un dibattito tra apposizioni e residenti. Sorgente: «Da vicesindaco situazione irrisolta»
LIVORNO. Ieri i locali, oggi la Fortezza Nuova, domani la maxi discoteca a palazzo Grande. Residenti e commercianti della Venezia sono scesi in piazza della Loggia della Pescheria (ma qualcuno si affacciava anche dalla finestra) nella sera di martedì grazie a un’assemblea aperta organizzata da Buongiorno Livorno, a cui hanno partecipato anche le forze di opposizione, per discutere delle pratiche di convivenza urbana e aprire un dibattito su proposte da tradurre in atti consiliari.
«La giunta Salvetti non sta affrontando in modo corretto la problematica legata all’industria della notte, e la scelta urbanistica di cambiare destinazione d’uso della Fortezza Nuova ha creato ulteriore disagio», premette la presidente di Bl Melania Abrans affiancata dai consiglieri Valentina Barale e Pietro Panciatici, gettando poi le basi del confronto: «Nel programma elettorale chiedemmo di istituire la figura del “sindaco della notte” con poteri di spesa, invece Salvetti propone la singola telecamera o la pattuglia in più che non sono invece la bacchetta magica. Valutiamo la possibilità di integrare il lavoro delle forze dell’ordine con il personale di vigilanze private, in ogni caso serve una progettazione coordinata partendo dai cittadini». E i cittadini, nella piccola arena hanno risposto. «Siamo sfiduciati», precisa Sergio Sturla: «Il questore (Roberto Massucci, ndr) ha detto che “capisce i nostri problemi”, ma questi vanno al di là degli episodi di coma etilico, furti e vandalismi (forzano i bauletti dei motorini non per rubare i caschi ma per usarli nelle risse); prima o poi succederà qualcosa di peggio. Non ce la facciamo più».
Il sentire comune è che l’arma degli esposti sia spuntata, e la percezione della sicurezza sia in caduta libera. «La Venezia è un quartiere piccolo e fragile, e negli ultimi tempi la qualità della vita è peggiorata», spiega Federico Doretti, raccogliendo le istanze di vicini per fissare due punti fermi: «Basterebbe estendere la Ztl su tutto il quartiere, anche per insegnare ai giovani a parcheggiare fuori per poi venire a piedi, e non concentrare solo in questa zona tutto l’intrattenimento di un’intera città».
I latini dicevano “repetita iuvant”, che nel livornese di Luigi Suardi si traduce così: «Sono un residente storico, ho visto il dopoguerra e il boom economico: ora è un casino. Nessuno viene incontro alle nostre soluzioni: a noi pedate negli stinchi. Siamo in galera, nessuno ci interpella prima di decidere. Bisogna agire ora o la Venezia si spopola». E un’azione è già partita, coordinata da Luca Ribechini: «Sono uno dei promotori della raccolta firme contro la discoteca da 800 persone nei locali dell’ex multisala in piazza Grande, che vuol dire più persone da fuori nel quartiere fino a notte ancora più tarda, e meno parcheggi per i residenti. Ho partecipato agli incontri proponendo di spostarla al Picchianti o di farla qui ma a impatto zero, e se non si fa qualcosa rischiamo di trovarci di fronte al fatto compiuto. La Ztl estesa si deve fare ma deve anche essere controllata, e serve più sicurezza per il contrasto allo spaccio e per le condizioni di igiene».
«Salvetti sottovaluta la situazione. “Dispiace disturbarlo” ma bisogna distinguere la movida dalla delinquenza e risolvere finalmente la carenza di organico della municipale», aggiunge la capogruppo della Lega Costanza Vaccaro, tra applausi dai balconi e contestazioni per un intervento «da campagna elettorale nelle assemblee altrui».
«Mi scuso con i cittadini se, da vicensindaca, non sono riuscita a risolvere la situazione», ammette Stella Sorgente (5 Stelle), dicendosi pronta a «proporre in consiglio la creazione di pattuglie per limitare il danno e a riproporre l’idea dei bicchieri Aamps (che i gestori consegnano ai clienti dietro cauzione)», e quindi avvertendo: « Prepariamoci al peggio». Con il neo segretario di Rifondazione Comunista Marco Chiuppesi nelle retrovie a prendere appunti, Aurora Trotta di Potere al Popolo infine conclude: «No alle guerre intergenerazionali né tra residenti e commercianti. E alle prossime elezioni ricordiamoci di chi voteremo».
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