Il Tirreno

Livorno

La regina livornese dei Cosplay: «Vi racconto il mio successo in giro per il mondo»

Simone Fulciniti
La regina livornese dei Cosplay: «Vi racconto il mio successo in giro per il mondo»

Giada Robin, al secolo Giada Pancaccini, si racconta. «Ecco tutti i miei personaggi più famosi». La sua storia prorompente è stata tra quelle protagoniste dell’ultima puntata della trasmissione “Buoni o Cattivi”

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LIVORNO. Giada Pancaccini, 30 anni, in arte Giada Robin, livornese, è l’indiscussa regina del Cosplay italiano. La prima in assoluto a trasformare la sua passione in un lavoro. E la più conosciuta al mondo. Una carriera che supera i dieci anni, la partecipazione a innumerevoli fiere ed eventi sparsi per il mondo, e un seguito di follower che supera il milione. Insomma, la trentenne livornese è un numero uno assoluto. La sua storia prorompente è stata tra quelle protagoniste dell’ultima puntata della trasmissione “Buoni o Cattivi”, in onda su Italia Uno, dal titolo FaNatici.

E Giada ha fatto davvero un figurone, confermando che oltre allo spirito “nerd”, e a una fisicità importante, c’è una ragazza con idee chiare, armata di grande determinazione. «Non avrei mai pensato – ha detto Giada in trasmissione – che un giorno sarebbe potuto diventare il mio lavoro e che avrei potuto viaggiare per il mondo come Cosplayer agli eventi». Fare Cosplay significa vestire i panni di un personaggio tratto da fumetti, videogiochi, film, tutto ciò che riguarda il mondo “Nerd”.

I suoi esordi, quella della ex “bimba” nata e cresciuta nel quartiere Scopaia, soino al Lucca Comics. «La prima volta che mi sono affacciata a questo mondo ho fatto il cosplay di Nico Robin di One Piece mi sono specializzata in questo personaggio, e dì nasce poi il mio nome d’arte. In molti mi hanno identificato come Nico Robin, a volte addirittura si sbagliano e chiamano il personaggio Giada Robin».

Giada ha sottolineato come il cosplay sia un genere di arte. «C’è la parte sartoriale, preparazione dei costumi degli accessori, set fotografici. E c’è anche tutta la parte fieristica. Si va per fiere, si incontrano persone. Io per esempio vado alle fiere del fumetto, mi incontro coi fan, viaggio per il mondo come ospite di varie Convention.il cos play è arte a 360 gradi». Grazie alla sua avvenenza, Giada ogni anno, propone un calendario fotografico, in cui i suoi personaggi sono intrisi da una evidente sensualità.

«Ci sono tutti i miei costumi, realizzo 12 cosplay, ed è diventato un appuntamento fisso. I miei fan collezionano le stampe delle mie foto, con i vari personaggi». Avere tanti fan, tuttavia ha anche qualche aspetto negativo. In molti la seguono in modo pulito, restando fedeli al personaggio pubblico, collezionando materiale e cercando di incontrarla a qualche convention, per avere una foto, magari autografata. Ma non va sempre così.

«Ci sono persone interessate un po’ troppo al lati sexy e meno ai costumi e ai retroscena dei set fotografici. Qualche ragazzo ha osato un po’ troppo e ho capito che quando si invade il territorio privati occorre prendere le distanze. Ogni settimana ricevo regali un po’ da tutto il mondo e so che questa cosa per molti può sembrare un’ossessione o addirittura una perversione, feticismo. Ma fa parte del gioco».

Al giornale della sua città, IlTirreno, Giada Robin, racconta il suo rapporto con Livorno. Ha fatto asilo, elementari e medie a Villa Corridi per poi diplomarsi al liceo Cecioni e buttarsi nel mondo cosplay. «Una città che adoro – ci tiene a sottolineare – ci sono nata cresciuta e lì abita tutta la mia famiglia. Adesso vivo ad Arona sul Lago Maggiore, a due passi da Milano. Ma quando posso vengo giù, per il mare e per mangiarmi un cinque e cinque. Una città alla quale sono legati gli inizi della mia carriera e dove, ragazzina, ho organizzato alcuni raduni Cosplay».

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