Gioco
La difesa dei commercianti «Venite, rispettiamo le regole»
LIVORNO. Il marchio de “La Strega” brucia ancora sulla Venezia, ma «quel locale ormai è chiuso, non c’è più», ribadisce Marco Giovannoni, titolare del ristorante “Le Botteghe” di piazza dei Domenicani, avverso a finire nel mucchio dei responsabili dell’ormai famigerata mala-movida e disposto insieme al nutrito gruppo di esercenti del quartiere che lo ha accompagnato (e come molti cittadini presenti all’assemblea aperta) «a chiedere ancora – sottolineava – la chiusura del quartiere (con la Ztl, ndr)».
«Noi siamo quelli che i ragazzi li tengono buoni, sono invece alcuni clienti che dopo la chiusura non se ne vanno via», spiega. Dopo un iniziale attrito con i residenti, i commercianti hanno poi sostenuto la propria posizione rispettosa delle regole: «Noi rispettiamo gli orari stabiliti sia per quanto riguarda la musica che per la somministrazione degli alcolici. Le bevande che vedete in mano ai ragazzi non le diamo noi ma sono loro che le comprano dagli ambulanti, e la confusione che sentite in casa non viene dai nostri locali ma da chi resta fuori fino a tardi nonostante siamo chiusi», proseguiva sempre Giovannoni.
E a chi in assemblea – nel rispetto del diritto d’impresa e dell’altrui lavoro – avanzava l’ipotesi di una serrata anticipata dei locali per far defluire prima gli avventori nella speranza di ripristinare il proprio diritto al riposo, ribadisce: «Guardate cosa è successo a Pisa quando ai gestori è stata imposta la chiusura a mezzanotte: la situazione è peggiorata». L’intervento del ristoratore si è infine concluso con la mano tesa ai residenti: «Venite a vedere nei nostri locali cosa a ccade e come ci comportiamo. Ci siamo dotati anche della sicurezza privata, ma per il resto non possiamo fare nulla».
M. S.
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