Sicurezza
«Una tratta ormai acclarata per il traffico di stupefacenti»
LIVORNO. «La tratta della droga Livorno-Sardegna è ormai acclarata, essendo il nostro porto un collegamento primario con la seconda isola italiana. Spesso, qui, i camionisti venivano utilizzati come corrieri e l’organizzazione che gestiva questo traffico era molto articolata».
A parlare – durante la conferenza stampa a margine dell’inchiesta “Mandra” che vede sei persone arrestate e in tutto 13 indagati – è il comandante provinciale dei carabinieri di Livorno, il colonnello Massimiliano Sole. Nell’occasione ha salutato il maggiore Michele Morelli, a capo del nucleo investigativo, che dopo gli ottimi risultati raggiunti è in trasferimento alla Dia di Firenze. «Per quanto riguarda il traffico di stupefacenti a Livorno – ha sottolineato lo stesso Morelli – il nostro porto è uno snodo di comunicazione diretto per la Sardegna e la droga viaggiava sia in un senso, che nell’altro». Il riferimento è alla marijuana che, in alcuni casi, è stata coltivata nel Nuorese e poi “spedita”, sui Tir, verso la Toscana. Mentre il “grosso” era nella direzione opposta. «Quest’operazione – commenta il tenente colonnello Armando Ago, comandante del reparto operativo dell’Arma labronica – mette in evidenza una caratteristica: i sardi entrano in affari con componenti di origine diversa, ad esempio gruppi albanesi connessi con la mafia. L’indagine è una costola dell’operazione “Geppo” (dell’aprile scorso ndr) che ha visto persone calabresi venute a patti e in affari con i sardi. Infine napoletani che sono stati contattati dai sardi per concludere affari diversi dal traffico di stupefacenti, parlo della rapina fallita alla Mondialpol di Cecina. Pur di realizzare dei proventi illeciti, quindi, vengono a patti con chiunque. Del resto l’ultima relazione della Dia mette in evidenza che il traffico illecito di stupefacenti passa necessariamente da Livorno».
S. Tag.
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