Il Tirreno

Livorno

il progettista 

Dietro l’idea c’è un collezionista di pullman e vecchi filobus

Protagonisti l’imprenditore Corti e il consulente Bedini: le loro famiglie sono amiche fin dai tempi della guerra con  lo sfollamento sotto le bombe 

2 MINUTI DI LETTURA





livorno. Il nuovo collegamento Livorno-Pisa via Aurelia non è solo questione di bus. E non potrebbe essere diversamente, visto che Marco Bedini, il progettista della nuova linea, è una figura fuori dagli schemi: prima storico, poi responsabile d'esercizio presso l'azienda di Piombino, poi dipendente della Regione Toscana per la programmazione del servizio ferroviario, infine libero professionista per la progettazione di reti e modelli di esercizio, è anche collezionista di filobus (veri) e di autobus d'epoca. Dopo aver avuto incarichi politici all’Atl fino al 2000 (e poi, vestendo i panni dell’imprenditore, essersi occupato di aziende di trasporto pubblico in subconcessione).

E se oggi potete vedere i bus rosa shocking all’iniziativa artistica della Biennale di architettura all’ex deposito Atl, ecco che l’ Atam non è più solo la denominazione dell’azienda bus dal ’50 a fine anni ’70, ma anche la sigla dell’ “Associazione per la Tutela degli Autofiloveicoli per Museo”.

È di Bedini, per dirne uno, il bus Fiat 418 AC carrozzato Menarini che ha affidato a Paolo Virzì nel 2009 per girare un film dal cuore labronico in dolce stil amarcord come “La prima cosa bella”.

È una storia da raccontare anche il rapporto personale fra Bedini e l’imprenditore Massimo Corti dal quale è scaturita la nuova linea Livorno-Pisa via Aurelia.«Amici fin da ragazzi? Altroché, addirittura di più: eravamo amici, se si può dire così, prima ancora di nascere», come dice lo stesso Bedini.

Basti pensare che la famiglia Marchi, i nonni materni di Bedini, in tempo di guerra sfollarono in una abitazione di contadini a Colle accanto a quella della famiglia Corti. Un’amicizia di quelle cementate dalla solidarietà che nasce di fronte alle gtrandi difficoltà di chi non ha più nemmeno la propria casa.

I rapporti poi inevitabilmente si affievolirono ma la conoscenza rimase: i rapporti – sottolinea Bedini – ripresero nuovo vigore a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso, in conseguenza del fatto che sia io che Stefano Corti lavoravamo in campi affini e la collaborazione non si è più interrotta».

E ora, di fronte a una emergenza Covid che ha completamente azzerato il settore del turismo con autobus, ecco la sfida di Massimo Corti – è ancora il filo dell’argomentazione del consulente Bedini – con l’idea di andarsi a cercare nuovi ambiti e spazi da esplorare per dare una diversificazione alle attività, pur rimanendo comunque nell’alveo del trasporto di persone con autobus.

M.Z.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Attenzione

Ritiro urgente nei supermercati Conad di albume d’uovo per rischio salmonella

di Redazione web