Il Tirreno

Livorno

incidente sugli scali dogana d’acqua 

È in prognosi riservata l’uomo caduto nei fossi salvato dai carabinieri

È in prognosi riservata l’uomo caduto nei fossi salvato dai carabinieri

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LIVORNO. Le sue condizioni sono ancora gravi, visto che è ricoverato in ospedale in prognosi riservata. Ma se Federico Azzali – il trentanovenne caduto nei fossi dalla spalletta degli scali della Dogana d’Acqua poco prima delle 19 di sabato scorso – è ancora vivo, lo si deve a due carabinieri del reggimento paracadutisti “Tuscania” liberi dal servizio: il brigadiere capo qualifica speciale Pietro Bray e l’appuntato scelto qualifica speciale Simone Urbinati.

Bray, che abita proprio dove è avvenuto il fatto, è stato avvertito dalla moglie dopo aver sentito il rumore di un uomo cadere nell’acqua. Subito si è precipitato nel fosso per cercare di recuperarlo chiedendo una mano ai passanti. A raccogliere il grido di aiuto il suo commilitone, Urbinati, vicino di casa. I due militari sono saliti su una barca e, trovata una cima alla cui estremità era assicurato un galleggiante, formando una catena umana hanno lanciato una corda cercando di afferrare un piede di Azzali, in quel momento con la testa sommersa dall’acqua e incosciente.

Al secondo tentativo, i due carabinieri, sono riusciti a portarlo sulla poppa dell’imbarcazione, per rianimarlo. Messo su un fianco, ha quindi sputato acqua e ripreso i sensi. Quando sono arrivati i volontari della Svs di via San Giovanni e i colleghi (con il medico del 118) della Misericordia di via Verdi, che hanno proseguito il lavoro dei due paracadutisti, trasportandolo al pronto soccorso vivo. Azzali è ancora ricoverato in prognosi riservata.

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