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Porrà (Asl): «Stiamo cercando altre forme di finanziamento»
livorno. «Siamo al lavoro per cercare di risolvere il problema. È vero, non possiamo più attingere dai fondi di prima e stiamo cercando altre fonti di finanziamento. Chiamerò direttamente io la mamma per spiegarle la situazione». Cinzia Porrà è la direttrice della zona distretto livornese dell’Asl.
È lei a spiegare com’è che si è arrivati a questa situazione, con le lezioni iniziate da più di dieci giorni e Azzurra che non riesce ancora ad andare a scuola. Lo fa con una premessa e un primo impegno: «La zona distretto chiamerà la mamma e ci parlerà, perché è giusto che abbia informazioni direttamente dalla direzione, insieme agli operatori che fino a oggi si sono comunque occupati del caso».
«Effettivamente – ricostruisce – la possibilità di fruire di ore di assistenza infermieristica negli anni passati ha riguardato il fondo delle gravi disabilità. Ma come si legge negli atti, questo era stato possibile in virtù di un progetto sperimentale legato a quel fondo. Avendo ora verificato con la Regione che quest’anno la disponibilità finanziaria per questi progetti sperimentali non c’è più, anche noi dobbiamo capire come poter individuare altre eventuali forme di finanziamento per poter garantire l’assistenza infermieristica».
Tradotto: fino allo scorso anno le infermiere che assistevano Azzurra a scuola venivano pagate attraverso il fondo regionale per le gravi disabilità, perché una piccola parte di questo fondo era stata destinata a progetti sperimentali. Ma ora questa strada non risulta percorribile.
«Ricordo che l’assistenza infermieristica – riprende Porrà – può essere diretta o indiretta: erogata direttamente dall’azienda sanitaria mettendo a disposizione il proprio personale, oppure indirettamente riconoscendo alla famiglia un contributo nei limiti di quanto previsto dalla normativa». «Anche noi – dice – ci siamo trovati a gestire questa situazione delicata. Come madre capisco perfettamente le difficoltà della signora. Ma dobbiamo trovare i giusti strumenti, perché abbiamo la responsabilità di gestire correttamente le risorse pubbliche che ci vengono assegnate». Quindi? «Quindi da qualche giorno stiamo verificando i percorsi possibili per vedere se si può continuare a dare questo tipo di servizio in maniera diretta o indiretta. Mi auguro di riuscire intanto a dare una prima risposta, nell’arco di pochi giorni, con le forze che abbiamo in campo come personale dipendente della zona distretto. Poi cerchiamo di trovare una soluzione più strutturata, a più lungo raggio, senza toccare il personale impegnato in altri servizi».
Insomma, la prima urgenza è far tornare Azzurra a scuola, per poi cercare una soluzione definitiva attraverso altre fonti di finanziamento che per ora devono essere chiarite.
Informato della situazione, intanto, l’assessore al sociale Andrea Raspanti ha sottolineato che «Azzurra ha il diritto di frequentare la scuola, che è un presidio insostituibile per tutti i ragazzi e, soprattutto, per quelli in maggiore difficoltà». Quindi ha fatto sapere che c’è la «piena disponibilità del Comune a contribuire a una risposta alternativa a quella che, in questi anni, ha permesso di affrontare la situazione e che oggi, come la Regione ha ufficialmente chiarito all’azienda sanitaria, non risulta più praticabile».
J.G.
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