Gioco
Porto 2000, i lavoratori richiamano l’attenzione sul futuro delle crociere
LIVORNO. L’appuntamento è per domani alle ore 18 al Circolo Arena Astra (piazza Luigi Orlando), l’hanno messo in cartellone i lavoratori della Porto 2000 per richiamare l’attenzione sulle preoccupazioni per il futuro delle crociere (che negli anni passati erano arrivate a portare sulle banchine labroniche 700-800mila passeggeri ogni anno, con una punta al di sopra di quota un milione).
«È una iniziativa dal basso, senza bandiere e senza sigle», dice Enrico Barbini, delegato Filcams Cgil, chiamando a intervenire «tutte le associazioni, le forze politiche, le istituzioni e i cittadini». Anche perché – si afferma – su questo problema del turismo via mare non si muove foglia e «non c’è nessuna attenzione: solo silenzio».
«Questo problema riguarda non solo noi dipendenti di Porto 2000 ma coinvolge anche il vasto arcipelago dell’indotto: i taxisti, i bar, gli esercizi commerciali, gli autisti, le guide e gli accompagnatori, insomma un gran numero di persone».
Ma quel che preoccupa i sindacalisti e i lavoratori del settore è anche qualcos’altro: «Ci preoccupa quel che sta accadendo – dice Barbini – ma soprattutto quel che non sta accadendo: l’immobilismo relativamente alle prospettive. Occhi puntati, ad esempio, sui progetti che dovevano essere innescati dal nuovo piano regolatore e dalla privatizzazione della società.
A ciò si aggiunga – sottolineano gli organizzatori dell’iniziativa di lotta – che Livorno sia un «territorio già colpito dalla crisi dell’industria e già classificato come area di crisi complessa». Non solo: se è vero che l’emergenza Covid ha colpito tutto il settore, «vediamo intanto che porti nostri concorrenti come La Spezia si stanno muovendo per costruire come possono un futuro». Come dire: è evidente che Livorno deve smetterla di cullarsi sugli allori della propria posizione geografica come “porta” di accesso alla Toscana, La Spezia – dicono i sindacalisti – si sta organizzando per far sottrarci quote di mercato e non sa affatto con le mani in mano.
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