Il Tirreno

Livorno

«In tre in auto col passamontagna». Ladri inseguiti nella notte dopo il furto a Vicarello

Federico Lazzotti
«In tre in auto col passamontagna». Ladri inseguiti nella notte dopo il furto a Vicarello

L’allarme è scattato intorno alle 20.30, gettata la refurtiva la macchina sospetta dopo dieci chilometri ha seminato i carabinieri. Si indaga su targa e modello

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LIVORNO. Dieci chilometri, forse qualcosa in più che in meno, di inseguimento nella notte, tra Vicarello e Collesalvetti, sulle strade provinciali fino al confine che da Livorno porta a Pisa. Davanti, a tutta velocità, una Seat Leon scura con a bordo tre persone che aveva appena effettuato un furto e alle loro spalle un paio di macchine dei carabinieri. È stata mezz’ora ad alto rischio quella che si è consumata nella serata di martedì e che si è conclusa con la macchina sospetta che è riuscita a seminare, almeno per adesso, gli investigatori.

A dare l’allarme intorno alle 20.20 di martedì 21 settembre è stato un abitante di Vicarello. L’uomo, quando si è trovato in via Galileo Galilei, ha notato tre uomini, seduti in auto che indossavano altrettanti passamontagna.
Per questo ha preso il telefono e lo ha segnalato ai carabinieri spiegando dove si trovava e il modello dell’auto.

Il sospetto, visto che non siamo in periodo di Carnevale, è che le tre persone fossero pronte per un furto, lo avessero appena compiuto o peggio ancora stessero preparando una rapina nella zona. Dieci minuti più tardi – con le indicazioni date dal residente – una macchina dei carabinieri è riuscita a intercettare l’auto. Inizialmente cercando di seguirne gli spostamenti, in attesa di intervenire. Ma dopo qualche chilometro i tre si sono accorti che avevano la macchina delle forze dell’ordine alle calcagna. E hanno iniziato ad aumentare la velocità gettando via la refurtiva, alcuni oggetti di bigiotteria trovati poi in un sacchetto.

È da questo momento in poi – poco prima di Collesalvetti – che il pedinamento si è trasformato in un inseguimento. Dieci chilometri in cui i carabinieri hanno cercato di bloccare l’auto sospetta, fino a quando, prima di entrare nel territorio della provincia di Pisa la Seat Leon non è riuscita a seminare i militari.

Perso il primo round della sfida tra guardie e ladri, i carabinieri si sono già messi al lavoro per cercare di dare un nome e un cognome alle tre persone che sono riusciti a seminarli. Il primo passo dell’indagine è stato quello, attraverso il numero di targa, di capire a chi fosse intestata. Sul risultato della ricerca, almeno per il momento, nessuno aggiunge particolari. L’unico riguarda il fatto che da un a prima verifica la Seat Leon non fosse rubata. Ma questo non significa che il proprietario sia implicato in qualche modo. Potrebbe infatti aver subito il furto poco prima e non aver avuto il tempo di fare la denuncia. Oppure aver prestato la macchina a un conoscente in buona fede senza sapere l’uso che ne avrebbe fatto. In ogni caso l’inseguimento continua. Su un’altra strada. Intanto si sta cercando anche di capire dove abbiano messo a segno il colpo per riconsegnare la refurtiva ai proprietari.

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