Il Tirreno

Livorno

«Un forte boato nella notte», ancora proteste dei residenti della Venezia

Luca Barbieri
«Un forte boato nella notte», ancora proteste dei residenti della Venezia

La domenica mattina, ormai, è un refrain ricorrente, con gli abitanti del quariere che mettono in fila ciò che per loro non va su quella che da tempo definiscono “mala-movida”

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LIVORNO. La domenica mattina, ormai, è un refrain ricorrente, con i residenti della Venezia che mettono in fila ciò che per loro non va su quella che da tempo definiscono “mala-movida”, prendendo in prestito il termine per condensare musica alta, alcuni danni e le urla della notte. Ogni week-end, grossomodo, con alcuni fine settimana che registrano segnalazioni particolari. Tra questi, l’ultimo.

Nella tarda serata di sabato si è aggiunta una novità, come elencato dai residenti direttamente nel gruppo social che fa da termometro del quartiere, “Vivi la Venezia” (nato nel 2015, con tanto di omonimo gruppo Facebook), con alcuni abitanti della zona che hanno raccontato di aver sentito un forte boato riconducibile, probabilmente, all’esplosione di un grosso petardo in piena notte che ha inevitabilmente alzato (e spaventato) chi a quell’ora già dormiva, o almeno ci provava. Poi, ancora, urla e musica alta a soffiare su quel «qui non si dorme più, siamo esasperati» che da tempo è pronto a scandire ogni fine settimana del quartiere. Nelle scorse settimane, lo ricordiamo, veniva riportato di cassette postali forzate e spaccate all’interno di un condominio e poi, ancora, di una macchina con il lunotto frantumato. E anche in quel caso erano ripartite le proteste dei residenti che nei mesi scorsi avevano scritto anche al primo cittadino Luca Salvetti chiedendo di intervenire sul nodo.

E ieri mattina il dibattito si è (ri)acceso prontamente con quel boato, sommato alle più consuete dinamiche (dalla musica alta alle urla dei giovani in strada, riepilogano) che accompagnano il venerdì e il sabato sera principalmente. Tanti i messaggi di sfogo nel gruppo. Come detto non è la prima volta. Un anno fa al centro erano finiti dei fumogeni accesi a due passi dalle case; a inizio agosto, invece, a far discutere era stato un altro fumogeno che aveva svegliato i residenti (in quel caso era stato acceso da alcuni giovani tra via Caprera piazza Anita Garibaldi). Un sabato sera, quello di cui parliamo, nel quale al centro della discussione era finito anche il lancio di una bicicletta: una coppia di giovani, come si poteva vedere in uno dei filmati social dei residenti, che aveva buttato il mezzo dal ponte di via Venezia.

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