Gioco
«Noi prof ex pendolari fra Livorno e l’Elba» A cena di nuovo insieme
Rimpatriata in ricordo degli anni di precariato sull’isola con le “macchinate” in partenza da Antignano o dal Boccale
livorno. Ricomincia la scuola ed un gruppo di insegnanti ex precari ed ex pendolari si sono ritrovati al ristorante “In Caciaia” per ricordare anni ed anni trascorsi ogni giorno in viaggio per l’Isola d’Elba: «Per fare le “macchinate” – racconta Rossana Fatighenti – ci ritrovavamo al parcheggio di Antignano oppure davanti al Boccale alle cinque del mattino per arrivare a Piombino in tempo per il traghetto delle 6, 40 ed entrare in classe alle 8 nelle scuole di Portoferraio o di altri comuni più lontani».
Per rientrare c’era a banchina il traghetto delle 13, 10 e quindi li attendeva il percorso a ritroso sino a casa. Qualcuno affittava anche un appartamento durante la settimana per poter partecipare alle riunioni oppure per l’entrata pomeridiana. Sono stati insomma tanti anni di precariato e di peripezie, ma pure di allegria, goliardìa e spensieratezza, durante i quali sono nate grandi amicizie ed anche amori, oltre al ricordo di innumerevoli aneddoti da raccontare: «Quando si usciva da scuola – continua – c’era poco tempo per arrivare al traghetto e spesso l’ultimo tratto si faceva di corsa. Una volta sono caduta davanti alla nave. Se poi capitava che si fosse in ritardo si chiamava un collega già sul traghetto per chiedere al comandante di aspettare un pochino prima di partire. Ed il marinaio ci aspettava in cima alla scala pronto a chiudere il portellone appena entrati. Durante l’inverno non era poi raro il mare in tempesta e qualche volta abbiamo dovuto aspettare tutto il pomeriggio, anche sino a tarda sera, prima di poterci imbarcare per Piombino».
A ricordare quei trascorsi si sono ritrovati Rossana Fatighenti, Felicia Sica, Teresa Frega, Cristina Verrocchi, Beppe Cordone, Rosalba Argenti, Elisa Lensi, Costanza Del Sorbo, Gianna Zaccaria, Tullia Niccolini, Stella Sorgente, Bruno Terreni, Edoardo Ripoli e Claudia Piva.
Per viaggiare fra Livorno e Piombino e viceversa il mezzo preferito era l’automobile: «Si cercava di fare a turno alla guida ovvero lo stesso numero di volte durante la settimana ottimizzando anche la capienza delle auto. Poi c’era le tappe a Rosignano e Cecina per imbarcare i colleghi che abitavano lì».
Roberto Riu
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