Il Tirreno

Livorno

«Siamo emozionati nel rivedere i vostri occhi tornare a splendere»

Simone Fulciniti
«Siamo emozionati nel rivedere i vostri occhi tornare a splendere»

Simonetti e Caruso in visita all’Istituto Vespucci - Colombo «La didattica in presenza è per tutti un elemento di vita»

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Simone Fulciniti

LIVORNO. Primo giorno di scuola. Con il gel, con la mascherina ma finalmente tutti quanti insieme. Nell’aula magna dell’Istituto Vespucci - Colombo ci sono una cinquantina di ragazzi (tre classi, due prime e una terza). Collegate in streaming tutte le altre classi delle varie sedi del polo didattico. Sono in attesa del benvenuto a questo nuovo anno scolastico da parte del vicepresidente della Provincia Pietro Caruso e del dirigente dell’ufficio scolastico provinciale Andrea Simonetti. Ad introdurre gli interventi la preside, Francesca Barone, soddisfatta nel rivedere i “suoi” ragazzi e ragazze a scuola. Per tutti «una grande emozione nel vedere i vostri occhi splendenti, anche se il sorriso è coperto dalla mascherina».

«Sono emozionato - dice Caruso, il primo a parlare - , perché sono uscito proprio da questa scuola nel 1982. E ogni volta che torno mi commuovo: ricordo cose belle, cose brutte, cose che probabilmente tra qualche anno ricorderete anche voi».

Dopo il ricordo personale, il saluto istituzionale. «La Provincia cerca di fare il possibile - continua - sempre, per darvi la scuola migliore. Vi posso assicurare, e la nostra presenza lo dimostra, che l’interesse nei vostri confronti è alto. Martedì è stato difficile, tanti problemi da risolvere: ci siamo sentiti tra noi almeno cinquanta volte nell’arco della giornata. Alla fine abbiamo risolto tutto. Vi potete immaginare l’attenzione che nei mesi estivi abbiamo concentrato, per arrivare a questo punto». Gli studenti sono il futuro e dunque meritano la massima attenzione. Non si fa mai abbastanza per loro. «Avete diritto all’istruzione, e a lavorare in sedi adeguate - prosegue - Qualsiasi problema noi siamo disponibili per aiutarvi. In età matura vi posso assicurare che l’educazione che ho ricevuto in questa scuola mi è servita tantissimo nel proseguo degli anni».

Il provveditore Simonetti sottolinea l’importanza della didattica in presenza. «Tutti abbiamo capito nei lunghi mesi trascorsi in Dad, che la scuola in presenza è un elemento di vita: non ci può non essere - afferma - . Approfondite, seguite le vostre attitudini e lì cercate quello che si addice di più a voi. Gli insegnanti vi forniranno le occasioni. Difendete i vostri diritti attraverso l’ impegno. Ponetevi in un’ottica comunicativa coi vostri docenti: proveranno ad ampliarvi le vedute con l’unico obiettivo di realizzare i vostri sogni». Poi spende due parole sull’importanza del vaccino: «Stare con gli altri comporta regole di comunità. Entrando ho mostrato la carta verde. Non è cosa da poco. A miei tempi di diceva “Maggiorenni e vaccinati”, termini che indicavano un passaggio nella maturità. La vaccinazione rappresenta un elemento imprescindibile di vita di comunità. Se oggi siamo qui, in questo modo, è perché ci sono le condizioni. Mai dire: io quelle regole non le seguo, non mi stanno bene. Non siete voi a rischiare di più col Covid ma quelli a cui volete bene a casa, i nonni, per esempio, o le persone che hanno situazioni di difficoltà. Se le regole vengono stabilite bisogna rispettarle. Quando ero piccolo mi fecero l’anti-vaiolo, un vaccino. I miei genitori non discussero, perché aiutava a combattere un virus pericoloso, che fu debellato. A me resta un tondino sul braccio che mi ricorda il valore del vivere in comunità e la bellezza di rivedervi tutti con questi occhi splendenti».

Parole di soddisfazione anche per Barone. «L’augurio lo faccio con l'aiuto di un personaggio famoso, Steve Jobs. Un passaggio tratto da un suo discorso all’università di Stanford nel 1987: “Siate affamati, siate folli”. Siate affamati di cultura. La scuola è la sede di conoscenza , una ricchezza che rende liberi e da la capacita di scegliere. E questa è la cosa più importante».

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