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«Per oltre 15 anni in mano agli strozzini» L’incubo di una donna sempre a debito
«Nemmeno stamani paghi? Ora esageri, bisogna andare a parlare con tuo marito» le diceva Giuliano Lonzi per velocizzare i pagamenti
LIVORNO. «Nemmeno stamani? Nemmeno stamani! Ma dimmi quando te vuoi pagare, dimmi quando vuoi pagare sennò... andiamo a parlare con tuo marito perché ora, ora sennò, esageri. Domani, domani, domani...».
È il 16 febbraio del 2018 quando Giuliano Lonzi – padre di Gionata, arrestato per l’omicidio di Alfredo Chimenti in quanto avrebbe fornito a Riccardo Del Vivo la pistola con cui l’uomo nel 2002 è stato ucciso – parla al telefono con una delle vittime di usura, che non ce la fa a restituire quanto le è stato prestato. Si tratta di una donna «sottoposta a usura da oltre 15 anni» – si legge nell’ordinanza di custodia cautelare firmata dal giudice per le indagini preliminari Antonio Del Forno – e quindi in estrema difficoltà economica. Che pur di avere liquidità accettava di indebitarsi con la famiglia livornese per una cifra doppia rispetto a quella incassata, con 150 euro di interessi alla settimana.
Il sistema era semplice quanto originale: chi aveva bisogno dei soldi si rivolgeva quasi sempre a Giuliano Lonzi – secondo la procura – che cedeva per un prezzo fra i 45 e i 60 euro al grammo alcuni oggetti in oro che poi, chi li riceveva, avrebbe dovuto subito consegnare al “Compro oro” di Stefano Bendinelli, in via Garibaldi, per monetizzare una cifra di 22-24 euro al grammo. E qui iniziava l’incubo, visto che mano a mano il debitore avrebbe dovuto rimborsare la cifra maggiorata (di 45-60 euro al grammo) a Lonzi, con un interesse di 150 euro alla settimana.
La donna intercettata dai carabinieri e della guardia di finanza, però, non ce la faceva a ripagare i debiti. Anzi, ne faceva sempre di più. Fino a raggiungere la cifra “monstre” di oltre 50mila euro. Per questo motivo Giuliano Lonzi, la moglie sessantaquattrenne Bruna Martini – che avrebbe tenuto, su un libro, tutta le contabilità – e il sessantanovenne Valter Giglioli (ritenuto dalla procura uno dei fornitori abituali di oro di Lonzi) sono stati arrestati insieme a Stefano Bendinelli e si trovano agli arresti domiciliari per usura.
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