Il Tirreno

Livorno

Teschio e femore umani ritrovati in mare mistero lungo il Romito

Federico Lazzotti
Teschio e femore umani ritrovati in mare mistero lungo il Romito

La scoperta in mattinata da parte di una coppia che stava facendo il bagno  I reperti erano a un metro e mezzo di profondità: sequestrati per le analisi

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Federico Lazzotti

livorno. Una macabra scoperta sott’acqua, a pochi metri dalla riva, accende il mistero di fine estate. Succede lungo il Romito, la strada panoramica che per tre mesi l’anno si trasforma nel paradiso per migliaia di bagnanti toscani. Siamo a punta Gallina, nella zona di Castel Boccale: dall’acqua si intravede la torre di Calafuria. È qui che intorno alle undici di ieri mattina una coppia di fidanzati che abita in provincia di Prato si immerge. Sono appassionati di snorkeling e questa è la seconda volta che scelgono Livorno per trascorrere un giorno di mare. Indossano maschera e boccaglio. Si tuffano e dopo poche bracciate, in una spaccatura lungo il fondale, a circa un metro e mezzo di profondità, notano una macchia bianca.

la scoperta

«All’inizio – raccontano – poteva sembrare uno scoglio più chiaro degli altri, ma si vedeva che era molto strano». Si avvicinano e così si accorgono che si tratta di un teschio. Fanno poche bracciate ed ecco che più avanti compare, appoggiato in mezzo alle alghe, un osso. Probabilmente un femore umano. La coppia della loro scoperta fa anche un video, per testimoniare il ritrovamento e non perdere il punto dove sono scivolati i due reperti. Sono gli stessi bagnanti, appena usciti dall’acqua, a chiamare la polizia per dare l’allarme e denunciare il ritrovamento.

L’intervento

La zona mezz’ora dopo somiglia al set di Csi Miami: sommozzatori dei vigili del fuoco, municipale, finanza, guardia costiera e agenti della questura. L’accesso la mare nel punto che la coppia indica come quello del ritrovamento viene interdetto alla balneazione. Sono i vigili del fuoco della squadra sommozzatori a immergersi per recuperare i due reperti: prima dall’acqua riemerge il teschio, poco dopo il femore. I subacquei cercano ancora, ma dopo oltre un’ora trascorsa a scandagliare il fondale in cerca di altri resti, interrompono le ricerche.

l’inchiesta

È qui che comincia un’altra storia. Quella per cercare di dare un nome ai resti trovati in mare. Della scoperta è stato già informato il pubblico ministero di turno Giuseppe Rizzo, che ha disposto il sequestro del teschio e del femore. Molte le domande a cui la procura che ha delegato la capitaneria di porto, dovrà rispondere. La prima e più importante riguarda il tentativo di dare un nome ai resti ritrovati lungo il Romito. Per questo il magistrato ha già fissato per domani mattina un incontro con il medico legale David Forni per stilare la lista dei possibili accertamenti da effettuare. Il primo e più importante sarà quello di isolare il Dna e compararlo poi con quelli delle persone scomparse in quella zona negli ultimi anni. A cominciare da due nomi che sono subito venuti in mente agli investigatori, anche viste le condizioni dei resti ritrovati che fanno pensare che siano rimasti in acqua per molto tempo.

Le piste

A cominciare dallo skipper francese Michel Thomas, 68 anni, disperso in mare vicino al faro di Vada nel dicembre 2012 e mai ritrovato. Oppure il corpo di Antimo Mormile, 22 anni di Altopascio. Domenica 16 dicembre 2012 venne trovata l’auto del padre lungo il Romito. I vestiti del giovane, invece, furono recuperati in un punto impervio della scogliera che si affaccia sulla Cala del Leone. Da quel giorno nessuno ha più avuto sue notizie. C’è poi il caso più recente di Pietro Fogliani, l’imprenditore di Sassuolo la cui imbarcazione venne ritrovata vuota al largo di Vada il 18 agosto di tre anni fa.

L’ultimo dubbio.

C’è poi un ultimo dubbio che dovrà essere risolto e riguarda il luogo del ritrovamento. Un posto frequentatissimo durante l’estate. Possibile che nessuno abbia mai notato il teschio e il femore appoggiati sul fondale a un metro e mezzo di profondità?

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