Gioco
Resta incastrata nel nastro trasportatore
Paura per una operaia di una ditta di pulizia: capelli impigliati nel macchinario che poi si ferma. La liberano colleghe e pompieri
LIVORNO. Quando l’hanno vista con i capelli intrappolati nel macchinario, le colleghe di lavoro hanno cominciato ad urlare. Poi sono intervenute per liberarla dall’ apparecchio. Sono stati momenti di panico, fino a quando il nastro non si è fermato. Allora si è capito che il pericolo era scampato. Sebbene l’operaia non fosse ancora completamente libera tanto che si è dovuto attendere l’intervento dei vigili del fuoco per metterla in completa sicurezza.
L’incidente, che poteva avere conseguenze drammatiche e che ci riporta alla mente per la dinamica la tragedia di Luana D’Orazio, l’operaia 22enne pratese morta il 22 maggio scorso mentre lavorava in un orditoio, si è verificato ieri in uno stabilimento di via dele Cateratte. Coinvolta una donna di 31 anni, impiegata in una ditta di pulizie, che se l’è cavata con alcune ferite al cuoio capelluto e con un grandissimo spavento.
Erano da poco passate le 13 quando la donna, che stava eseguendo le pulizie in un’area del fabbricato dove si svolge la produzione, per motivi da accertare è rimasta impigliata con i capelli in un nastro trasportatore sotto il quale stava lavorando. Ha provato da sola a liberarsi, ma invano, così alcune colleghe che si trovavano con lei nello stabilimento sono accorse in suo aiuto. Non senza fatica sono riusciti a liberare i capelli grazie anche allo stop del macchinario che sembra si sia bloccato dopo alcuni secondi grazie al meccanismo di sicurezza(ma su questo aspetto sono in corso accertamenti da parte dell’autorità che indaga sull’incidente). Le colleghe non sono riuscite tuttavia a liberare completamente la trentunenne dal macchinario. Operazione che invece è stata condotta dai vigili del fuoco di Livorno. I pompieri hanno spostato alcune griglie attorno al macchinario ed estratto la giovane, consentendo ai soccorritori di prendersi cura della ragazza. Sul posto, attivata dal 118, un’ambulanza della Misericordia di Livorno con il medico. Sebbene in forte stato di choc le condizioni della donna non sono sembrate gravi. Aveva però ferite al cuoio capelluto derivanti dall’azione di traino dell’apprecchio che ha trascinato l’operaia per i capelli. Per questo è stata trasportata all’ospedale di Livorno per accertamenti ed esami. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, per fare chiarezza sulla dinamica dell’incidente, sono arrivati anche i tecnici del Dipartimento sicurezza sul lavoro dell’Asl Toscana Nord Ovest.
Un episodio, quello di ieri , che richiama alla mente quello tragico del maggio scorso nella fabbrica tessile di Oste di Montemurlo, in provincia di Prato, dove la ventiduenne Luana D’Orazio rimase stritolata dall’orditoio dove lavorava. Stavolta la trentunenne non era dipendente dell’azienda dove si è verficato l’incidente ma vi svolgeva le pulizie.
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