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Quella ferita apparsa sospetta sulla mano destra di Casalati
Il 29 agosto i militari hanno sentito per la prima volta il saldatore di 46 anni: la lesione appena cicatrizzata forse risale al giorno del delitto
LIVORNO. C’è un altro elemento che avvalorerebbe la tesi degli inquirenti, secondo i quali sarebbe stato Giacomo Casalati (il saldatore livornese di 46 anni) a uccidere materialmente Nazzario Cerrai, trovato morto a 94 anni nella sua abitazione al primo piano di via Garibaldi 223, seppure l’accusa della procura rimanga in concorso con la compagna Ilenia Ricci (l’ex badante di 49 anni) anche per il reato di rapina, visto che lei – stando alla ricostruzione dei carabinieri – avrebbe consentito al convivente di entrare all’interno dell’appartamento, la cui porta è stata aperta dall’anziano in virtù del grande rapporto di amicizia e fiducia che nutriva nei confronti della donna.
Oltre alle tracce ematiche sulla porzione laterale destra del cuscino del letto, che riconducono a Casalati e che sono state ritrovate anche nel bagno e all’ingresso della casa, quando il quarantaseienne è stato sentito dai carabinieri – era lo scorso 29 agosto – aveva una lesione recente alla mano destra, come un taglio, con ogni probabilità risalente a pochissimi giorni prima (forse al 27 agosto, appunto), visto lo stato di cicatrizzazione. Elementi che sommati agli altri raccolti in cinque giorni dai militari hanno convinto il giudice per le indagini preliminari Marco Sacquegna a firmare la carcerazione cautelare (per il pericolo di reiterazione del reato e di inquinamento delle prove) per entrambi i conviventi, come richiesta dal procuratore Ettore Squillace Greco, titolare dell’inchiesta con il sostituto Pietro Peruzzi. Le indagini, in ogni caso, stanno andando avanti. Ieri è stato dato l’incarico al consulente tecnico d’ufficio per effettuare una perizia sul cellulare dei due arrestati.
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