Gioco
Usb: anche le istituzioni locali hanno fatto troppo poco
livorno. I lavoratori del porto si sono fermati per due ore a fine turno ieri per richiamare l’attenzione sulla sicurezza del lavoro dopo la morte del marittimo filippino. «Si allunga la lista di chi perde la vita sul lavoro, e questo avviene in un settore dove con i nuovi metodi di lavoro si muore come ai tempi di Nonno Beppe», dice Roberto Terreni, ex delegato portuale e ora esponente del direttivo Cgil e del sindacato pensionati, invitano a intervenire «al più presto».
Dal fronte sindacale arriva anche la durissima presa di posizione del sindacato di base Usb: nel mirino le statistiche ufficiali che parlano di incidenti sul lavoro in calo in porto, ma «la realtà è ben diversa ed è ormai sotto gli occhi di tutti».
Ricordando lo sciopero generale nazionale di 24 ore nel giugno scorso, l’Usb ricorda gli incontri in cui «le istituzioni si erano impegnate ad intervenire concretamente»: si sottolinea che l'assessora Bonciani, insieme al presidente dell'Authority, «erano in procinto di concludere (anche su nostra proposta) il percorso per l'istituzione di presidi medici fissi all’interno del nostro scalo. Che fine ha fatto quel progetto? Quanto ancora dobbiamo aspettare?».
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