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Portici di via Grande, slitta il bando per la riqualificazione: ecco perché
Il concorso di progettazione era atteso in agosto. «Ma partirà a fine mese». Incarico affidato a due architetti esterni, intanto primo intervento sulle luci
LIVORNO. L’obiettivo non è cambiato: riqualificare la via principale della città, darle un nuovo volto cancellando le brutture che da troppi anni sono un pessimo biglietto da visita per livornesi e turisti: transenne, colonne annerite, pavimentazione saltata. L’obiettivo non è cambiato, ma i tempi si allungano ancora: il bando per trasformare i portici di via Grande non è infatti stato pubblicato ad agosto, come era stato annunciato da sindaco e assessori in una conferenza stampa in municipio a giugno.
«Tenteremo di lanciare il concorso in estate, ad agosto, per avere entro Befana il progetto pronto per mandare a gara i lavori», era stato spiegato. Ma dopo la riunione convocata pochi giorni fa in Comune per fare il punto della situazione, oggi l’assessora-architetta che ha in mano l’urbanistica, Silvia Viviani, traccia il nuovo orizzonte: «Stiamo lavorando per pubblicare il bando tra il 20 e il 30 settembre. Purtroppo è andata un po’ per le lunghe ma ci siamo, è l’ultimo sforzo...».
Il tema è spinoso e i diretti interessati lo sanno bene. Il centro, soprattutto la sua via maestra, è in attesa di una riqualificazione complessiva e profonda da anni. E a questo punto ogni mese si fa prezioso. Non a caso pochi giorni fa, intervistato alla Festa dell’Unità al giro di boa dei due anni da sindaco, Luca Salvetti ha ammesso che «via Grande, fin qui, è l’unico cruccio del mio mandato, perché avrei voluto iniziare prima i lavori di ristrutturazione».
Ma a che punto siamo? La nuova amministrazione, lo ricordiamo, ha deciso di non portare avanti il progetto dei Cinque Stelle (che prevedeva anche la discussa sostituzione della palladiana con una pavimentazione in grés) e di lanciare un concorso di progettazione in tandem con l’Ordine degli architetti. Negli atti si legge che questo tipo di strumento «consente di acquisire il progetto di fattibilità tecnica ed economica dell’opera e non solo un’idea progettuale» e allo stesso tempo «individua il professionista o il gruppo di professionisti da incaricare». Sarà, insomma, un percorso definitivo: andrà avanti per sei-otto mesi, poi potranno partire i lavori, a questo punto «si andrà all’anno prossimo». Per rimettere a nuovo tutta la via si stima una spesa di 4 milioni di euro, partendo dagli 1,2 milioni a disposizione per appaltare il primo lotto.
Va detto che questa è la fase più delicata. «Stiamo preparando un concorso di progettazione, non un bando di idee, e la preparazione del documento preliminare sta richiedendo molta attenzione», sottolinea Viviani: «Per fare le cose per bene dovremo arrivare almeno al 20 settembre». Nel frattempo c’è stato da affrontare il capitolo lampadari: tutti quelli di via Grande – belli ma malconci e pericolosi, considerando anche che pesano qualcosa come 50 chili l’uno – sono stati tutti tolti, catalogati e sistemati in uno dei capannoni dell’ex Atl, in attesa che con il prossimo concorso di progettazione si decida anche cosa fare dell’illuminazione, ad esempio se recuperare le vecchie luci o riprodurne di nuove, magari con tecnologia 3D.
Tutto mentre, tornando al concorso, a supporto degli uffici comunali è stato affidato un incarico a due architetti esterni. «Il Consiglio nazionale degli architetti – chiosa Viviani – ha predisposto un albo di professionisti specializzati proprio per le procedure di progettazione in due fasi come la nostra, quindi abbiamo attinto da questo elenco speciale». Due incarichi anziché uno perché in realtà i bandi in cantiere sono due: per via Grande, che sarà pubblicato per primo, e per l’area mercatale, a cominciare da piazza Cavallotti, che dovrebbe uscire dopo un paio di mesi.
Va detto che in estate non è partito il percorso di partecipazione con residenti, negozianti e amministratori di condominio che era stato pensato per via Grande. «Era stato ipotizzato – conclude Viviani – ma ne abbiamo discusso e abbiamo deciso che è meglio incardinare la partecipazione nel percorso del bando».
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