Gioco
Parata di mezzi dei vigili del fuoco per salutare Giaconi, il pompiere podista: «Lascio una famiglia»
In pensione dopo 28 anni il capo-partenza di via Campania: «Ora non ho più scuse, ogni mattina andrò a correre»
LIVORNO. I vigili del fuoco salutano il collega Alessandro “Mister” Giaconi, l’eterno Peter Pan e recordman di via Campania, omaggiando i suoi 28 anni di servizio con una parata di autobotti e autoscale a sirene spiegate prima della pensione. La chiamata per il tradizionale intervento fasullo, quello che i colleghi organizzano per prepararti un rientro trionfale, è arrivata lunedì 30 agosto. «Sapevo cosa mi aspettava perché anch’io avevo partecipato altre volte alla messa in scena per i compagni che si ritiravano. Ma è stata una sorpresa meravigliosa», racconta Giaconi. Livornese doc, entra nel corpo nel 1993. Il suo primo incarico a Lodi, poi si sposta a Firenze e nel’ 97 riesce a ottenere il trasferimento a Livorno. Tre anni di gavetta all’Elba e una decina di servizio a Cecina, poi dal 2016 tutto ricomincia con il passaggio a caposquadra: di nuovo a Firenze e infine a Livorno. Nel mezzo i terremoti de L’Aquila, Amatrice, Emilia Romagna e Foligno, le alluvioni di Cardoso e della sua Livorno.
«Sono rimasto molto legato a L’Aquila e ci sono tornato molte volte. È stato il primo sisma della nuova protezione cvile con i vigili del fuoco operativi in autonomia, ma ci sono tanti altri ricordi», ricorda, soffermandosi su quella notte del 2017: «Venivo a Livorno da esterno, da un altro comando, per salvare i miei concittadini lavorando al fianco di amici e colleghi». Ma in quasi sei lustri di carriera sono tante anche le belle esperienze. «Un episodio particolare non c’è, sono affezionato a tutti gli interventi, anche non eclatanti, di cui si continua a parlare sul camion durante il ritorno; quelli che con gli altri si dice “abbiamo fatto bene a fare questo” o “hai visto com’erano contenti”», spiega, come l’altro giorno in via Cambini: «Un compressore era rimasto acceso per tutta la notte dentro un negozio. Niente di che, bastava staccare la spina, ma la gente continuava a dire “grazie, grazie”... a volte ci si sente in imbarazzo».
Giaconi è promotore del podismo amatoriale e anche colonna dell’Atletica amaranto, e vanta un primato che ha resistito per 33 anni; per batterlo c’è voluto uno che oggi veste d’azzurro. «Nel 1980 ho stabilito il record toscano juniores sui 10mila metri, solo uno dei gemelli Dini è riuscito a batterlo nel 2013. Ogni mattina andrò a correre con la mia compagna, e ora che “non ho più scuse” il pomeriggio farò l’allenatore».
Il capopartenza saluta infine il comando e la grande famiglia: «Ringrazio i miei colleghi, che hanno esperienza e sanno il fatto loro, e coloro che non ci sono più, caduti in servizio in tutta Italia. Ringrazio le mie figlie Valentina e Giulia che mi hanno detto “Continua con la tua vita da Peter Pan come sei sempre stato” e il nipotino Gregorio, ringrazio la mia compagna Laura Ismaeli e sua figlia Sarah Kennedy, che ha scattato delle splendide foto del mio addio». Un addio che ha tutto il sapore di un arrivederci: «Passo da via Campania quasi tutti i giorni, un occhio dentro al cancello ce lo butto. E poi Livorno è piccolina, ci si vede da tutte le parti».
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