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Oggi interrogatorio di garanzia «Casalati ha deciso di parlare»

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Stamani nel carcere di Pisa Ilenia Ricci davanti al giudice L’avvocato del compagno: «Devo parlare col mio assistito e verificare le dichiarazioni rese» 

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LIVORNO. Si terrà stamani, alle 11, l’interrogatorio di garanzia di Ilenia Ricci, l’ex badante di Nazzario Cerrai – il novantaquattrenne ucciso, lo scorso 27 agosto, nel suo appartamento di via Garibaldi 223 – accusata insieme al compagno Giacomo Casalati della rapina e dell’omicidio volontario dell’anziano, ex camionista dei trasporti eccezionali. La donna è detenuta nel carcere femminile “Don Bosco” di Pisa, dove si terrà l’interrogatorio davanti al giudice per le indagini preliminari e al procuratore Ettore Squillace Greco, titolare dell’inchiesta delegata ai carabinieri del nucleo operativo e radiomobile, guidati dal tenente Marco Saccà, in supporto dei quali hanno lavorato anche i colleghi del nucleo investigativo, diretti dal maggiore Michele Morelli.

Casalati, invece, ora è alle Sughere ed è stato ascoltato in tribunale la mattina stessa dell’arresto, sabato scorso. «Ha deciso di raccontare la sua versione dei fatti, fornendo un resoconto complesso di quanto accaduto – spiega il suo avvocato, Edoardo Gabriele Castagnola – ma non ho avuto ancora occasione di parlarci e dovremo verificare le dichiarazioni rese per elaborare, quindi, una strategia difensiva. Ci sono quindi ancora molto aspetti da approfondire».

Il contenuto dell’interrogatorio del saldatore di 46 anni rimane secretato. Gli inquirenti dovranno quindi valutare le sue parole e quelle che dirà, stamani, la compagna. Al momento – è quanto emerge dalla procura – le accuse rimangono le stesse: omicidio volontario e rapina in concorso, con il furto aggravato alternativo a quest’ultima ipotesi. Non è escluso, però, che in futuro le strade dei due conviventi possano dividersi. Come confermato anche dai carabinieri, infatti, gli indizi a carico dell’operaio sono per il momento più pesanti. Lui sarebbe ritenuto la mente del piano, comunque impossibile da attuare senza il supporto di Ricci, figura di riferimento per il novantaquattrenne, che senza la sua presenza non avrebbe certo aperto la porta al compagno, come confermato dai vicini di casa e dai parenti, che definivano Cerrai persona molto attenta, «che faceva entrare in casa solo le persone fidate».

Nella scena del crimine – come rilevato dalla genetista incaricata dalla procura per gli accertamenti, Ilaria Carboni – ci sono tracce di Casalati, che non era solito frequentare l’appartamento di Cerrai al contrario della compagna, sia nell’ingresso dell’abitazione, che nel bagno. Mentre nella porzione laterale destra di un cuscino del letto dove è stato ritrovato Cerrai – quello con cui l’anziano potrebbe essere stato soffocato con manovre compressive a livello del volto, in particolare in corrispondenza del naso e della bocca, è l’ipotesi contenuta nella relazione del medico legale Luigi Papi – c’è un profilo genetico riconducibile sia all’anziano, che allo stesso Casalati.

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di Redazione web