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Uccidono un anziano di 94 anni in via Garibaldi per rapinarlo: arrestati due livornesi
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Da sinistra a destra: il tenente Marco Saccà del Norm, il colonnello Massimiliano Sole (comandante provinciale dei carabinieri di Livorno) e il maggiore Guglielmo Palazzetti, comandante della CompagniaLa coppia, lei sua ex badante, lo ha immobilizzato e l'uomo è "probabilmente morto per asfissia", spiegano i carabinieri. Tutto è avvenuto lo scorso 27 agosto
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LIVORNO. Sono accusati di aver ucciso un uomo di 94 anni per rapinarlo. Choc in via Garibaldi, a Livorno. I carabinieri, infatti, nella mattinata di sabato 4 settembre hanno arrestato un uomo di 46 anni e una donna di 49 (entrambi livornesi) accusati di aver immobilizzato e provocato la morte dell'anziano lo scorso 27 agosto, di pomeriggio.
Lei, che in passato lo aveva assistito come badante, si sarebbe fatta aprire la porta dell'appartamento sfruttando il rapporto confidenziale che li legava. Poi lo avrebbero ucciso, immobilizziandolo. Per questo, entrambi, sono stati arrestati per omicidio volontario e rapina aggravata. L'ipotesi alternativa, considerata dalla procura, è che invece la coppia lo abbia immobilizzato per rubare i soldi (che si trovavano in bagno), ma che non volesse ucciderlo: per questo, lo scenario alternativo, è l'omicidio preterintenzionale e il furto aggravato.
L’anziano era stato trovato, già deceduto, all’interno della sua abitazione, in zona Garibaldi, dal personale sanitario del 118 allertato dal figlio che non riceveva dal padre risposte alle sue insistenti telefonate. Lo scenario iniziale, però, "lasciava dubbi sulla possibilità che si fosse trattato di un decesso per cause naturali", spiegano i militari. Così i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile della Compagnia di Livorno sono riusciti ad acquisire importanti elementi indiziari verso i due, riuscendo poi a identificarli e arrestarli.
"L’esame preliminare sulla scena del crimine da parte del medico legale - spiegano i militari - il contestuale repertamento di tracce da parte dei militari dell’Arma, utili ad indirizzare successivamente le indagini, fornivano conferme sulla morte presumibilmente violenta del novantaquattrenne". Nel giro di pochi giorni è emerso il quadro un quadro inquietante e tragico: dopo aver causato la morte dell'anziano, deceduto mentre era immobilizzato, la cassettina occultata dietro lo specchio del bagno che i due sapevano contenere i preziosi e il denaro in possesso dell'uomo, è stata portata via. "A causare la morte, verosimilmente - è la tesi della procura - un evento traumatico che potrebbe aver portato al decesso per asfissia dell’anziano livornese". I due si trovano rispettivamente nel carcere delle Sughere e nella sezione femminile del Don Bosco di Pisa.
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