Il Tirreno

Livorno

«Serve un nuovo ospedale, ma qui stiamo guarendo le persone»

La replica della direttrice alla denuncia di fabio vallini 

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LIVORNO. Nei giorni scorsi Fabio Vallini, regista di Granducato Tv, ha raccontato sul Tirreno la sua battaglia contro il Covid: «Mi hanno salvato medici bravissimi dentro a un reparto malmesso come il 10° padiglione, dove non c’erano neanche le prese elettriche per attaccare i macchinari e dove nella mia camera, dove ero insieme a due donne, venivano da altre stanze poiché era tra le poche ad avere il bagno».

Alle sue parole risponde adesso la direttrice generale Maria Letizia Casani. «La direzione è convinta del fatto che a Livorno sia indispensabile, e con urgenza, un ospedale nuovo e adeguato alla moderna realtà sanitaria e alle nuove esigenze di accoglienza della cittadinanza, esigenze che si sono ovviamente evolute rispetto a quelle degli anni Trenta, a cui risale la realizzazione dell’ospedale. Oggi, infatti, le camere devono essere a uno o al massimo due posti letto con bagno, caratteristica che accomuna i nosocomi più moderni a livello nazionale. Questa configurazione permetterebbe sicuramente di rispettare la separazione dei pazienti sotto ogni profilo: per genere, per condizione clinica o per variabili di altro tipo», dice Casani.

«Nella situazione attuale - continua la dg -, in attesa di un nuovo ospedale, la priorità assoluta dei sanitari è quella di garantire la cura e la guarigione del malato che si presenta per cure urgenti al pronto soccorso. L’ospedale di Livorno, pur con innegabili inadeguatezze strutturali, ha garantito la cura e la guarigione di un grande numero di persone, riuscendo anche a rispondere ad impennate violente del numero delle richieste di ricovero, come quelle che si sono riscontrate nella seconda metà di luglio, mentre l’ospedale si configurava per poter curare in maniera adeguata anche tutti i malati non-Covid, onorando così il proprio compito non solo per la città di Livorno, ma anche, in un primo momento, per le province vicine».

Casani continua: «Da evidenziare anche che questa pandemia ha richiesto uno sforzo straordinario, non soltanto per il personale impegnato nell’assistenza diretta e perciò visibile al malato, dal pronto soccorso, ai reparti, alle radiologie, ma anche a tutti coloro che hanno operato e operano in ruoli di supporto, come ad esempio i laboratori e tutti coloro che, con estrema prontezza e con alta competenza, si sono occupati degli impianti elettrici, hanno costruito filtri, hanno potenziato impianti dell’ossigeno, hanno attivato strumentazioni di vario genere, hanno trasferito tecnologie e stravolto la loro ordinaria organizzazione adattandola al numero ogni volta imprevedibile di pazienti e a esigenze di cura sempre diverse. Anche a tutti questi operatori va il nostro ringraziamento sincero».

«Un ospedale nuovo – conclude Casani –, progettato fin dall’inizio secondo i canoni della moderna sanità e oggi, pensato anche alla luce dell’esperienza pandemica, potrà rispondere finalmente alle giuste richieste ed esigenze dei cittadini livornesi. Ci scusiamo per i disagi segnalati, stiamo lavorando al massimo».

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di Redazione web