Il Tirreno

Livorno

La protesta degli studenti esclusi all'Enriques: «Ci rimborsino almeno i 327 euro spesi di libri»

Juna Goti
La protesta degli studenti esclusi all'Enriques: «Ci rimborsino almeno i 327 euro spesi di libri»

Cresce la rabbia tra le famiglie dei ragazzi che a fine agosto sono rimasti fuori dallo sportivo con un sorteggio improvviso

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LIVORNO. «Siamo infuriati. Questa situazione è vergognosa. Intanto ci rimborsino i 327 euro che abbiamo già speso tutti di libri, a costo di fare una colletta tra prof...». Cresce la protesta tra le famiglie dei ragazzi che, come raccontato ieri dal Tirreno, sono stati esclusi con il sorteggio dal liceo sportivo dell’Enriques. Una decisione presa dopo che l’istituto di via della Bassata ha potuto formare una sola prima di indirizzo, anziché due. Gli studenti rimasti improvvisamente fuori sono sei: tutti hanno ricevuto via mail la conferma di essere stati esclusi “ai dadi” solo il 24 agosto, quindi a una manciata di giorni dall’inizio della scuola. E a ieri, ancora, erano in un limbo in attesa di risposte precise.

Il padre che guida la protesta, Andrea Ambrosini, lo dice un po’ per provocazione e un po’ per raccontare il problema reale e il paradosso in cui si trovano i ragazzi e le loro famiglie: «Facciano una colletta e ci rimborsino almeno i libri...». Che anche la mamma di un altro studente, Barbara Dell’Omodarme, conferma di avere già versato.

Suo figlio ha vissuto la stessa storia e la stessa doccia fredda: iscrizione a gennaio, conferma a giugno, acquisto dei libri, poi il sorteggio e l’esclusione. «Quando lo ha saputo – racconta la donna – ha reagito malissimo. Il liceo sportivo era la sua prima e unica scelta. Tra l’altro quella della scuola superiore è la prima vera scelta che i ragazzi si trovano a fare nella vita, aveva voglia di iniziare e ora è demotivato. Non un bel segnale, oltretutto dopo un anno e mezzo di covid. Così non si parte in prima, ma in retromarcia: c’è rabbia, sconforto. Anche perché ancora, a due settimane dal via, non è iscritto da nessuna parte».

Ieri le famiglie non hanno ricevuto chiamate né dal liceo né dal provveditorato: sul piatto restano le ipotesi di cambiare indirizzo o di dirigersi verso un’altra scuola, ma sempre con l’eterno punto interrogativo degli organici covid che potrebbero rimescolare in extremis le carte in tavola. «Voglio sapere cosa è successo e chiedo che trovino il modo di inserire di nuovo mio figlio allo sportivo», conclude Dell’Omodarme. Mentre ieri il figlio di Ambrosini sembrava avere tutta l’intenzione di lasciarsi alle spalle questa esperienza per iscriversi all’Iti. «Mi aspettavo almeno una chiamata oggi», reagisce il padre: «Anche il provveditorato si faccia sentire. In altre scuole hanno comunicato il problema a inizio luglio, qui siamo arrivati a fine agosto. Qualcuno ora ci metta la faccia».

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