Il Tirreno

Livorno

Covid e sport, con le nuove regole il volley livornese è in ginocchio: «Defezioni fino al 60%»

Eva Berolacci
Covid e sport, con le nuove regole il volley livornese è in ginocchio: «Defezioni fino al 60%»

Prima il lockdown e adesso il Green pass. Come per il basket per gli over 12 serve almeno il tampone ogni due giorni: «Molti hanno scelto attività all’aperto»

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LIVORNO. Un pallone infilzato da un coltello, con il sangue che esce, e poi una frase, eloquente: "Così il volley muore". Era il grido di allarme lanciato dalle società di Serie A che da giorni chiedono a gran voce la riapertura totale al pubblico dei palazzetti quando ripartiranno i vari campionati. "Con Green Pass e mascherina, torniamo al 100% di capienza". Un’immagine virale che in poco tempo ha fatto il giro dei social, raccogliendo consensi da tutte le parti. Una fotografia che ben testimonia il difficile momento che questo cosiddetto "sport minore", ma solo per chi non lo conosce, sta vivendo. E se a livello nazionale il volley piange, a livello locale di certo non ride. Non mancano infatti le defezioni nei vari vivai nostrani all’inizio di una stagione che si preannuncia meno tribolata, ma comunque con molti problemi da risolvere, delle due precedenti. Infatti, come vi abbiamo spiegato ieri anche per il basket, la pallavolo è sport al chiuso e per gli over 12 serve il green pass, dunque o il vaccino o un tampone negativo ogni 48 ore.

«Lunedì scorso siamo rientrati in palestra - spiega Dario Castelli, Direttore Sportivo del Gruppo Sportivo dei Vigili del Fuoco MVTomei Livorno, sezione pallavolo - molti dei nostri ragazzi non hanno fatto il vaccino per scelta dei genitori, quindi abbiamo avuto delle defezioni. Direi un 10-15% per gruppo». «E poi - aggiunge Castelli - ci sono molti ritardi dovuti al fatto che chi ha deciso di vaccinarsi lo ha fatto di ritorno dalle vacanze, quindi ci sono dei tempi di attesa per avere il Green Pass. Senza dimenticare c’è il problema non indifferente dei CAS (i corsi di avviamento allo sport riservati ai più piccoli ndc) : in epoca pre-covid avevamo una cinquantina di bambini, a gennaio, quando abbiamo ripreso con l’attività all’aperto, ne erano rimasti dodici». Una vera e propria fuga dei più piccoli insomma, e questo per tutte le società è un grosso guaio perché si perde il serbatoio che garantisce il futuro. Un’annata particolarmente "problematica", stando alle parole del presidente del Volley Livorno Augusto Falleni, è quella del 2009, atlete che quest’anno compiono il dodicesimo anno di età e sottoposte quindi al regime di Green Pass: «Questo anno abbiamo avuto le defezioni più importanti, intorno al 60%: l’anno scorso avevamo una quarantina di ragazze, quest’anno ne abbiamo 14. Tante di loro avranno cambiato sport, dedicandosi ad attività all’aria aperta come atletica, tennis e difficilmente le ritroveremo in futuro. Si tratta di un’età in cui si danno i primi rudimenti della pallavolo, già si è perso un anno e mezzo, è difficile pensare di recuperarle».

Il Direttore Sportivo del Volley Torretta, Piero Menicucci, parla di calo di iscrizioni che investe più che altro le nuove leve: «In genere in questo periodo eravamo sommersi dalle telefonate dei genitori, adesso la frase più ricorrente che sento è: "Si può evitare in qualche modo l’obbligo del Green Pass? " . Ovviamente rispondiamo sempre di no, c’è un Decreto che parla chiaro e anche le norme federali sono univoche in materia. E questo va aggiunto agli obblighi già previsti l’anno scorso, con le varie procedure da seguire riguardanti la pulizia, l’igienizzazione, la registrazione delle presenze e il rilievo della temperatura. Gli Under 13 e Under 12 sono in calo, ma dovremo riuscire ad allestire comunque tutte le squadre. Abbiamo perso per strada tanti 2012 perché l’anno scorso hanno dovuto interrompere la stagione e non riprenderanno quest’anno. Da lunedì prossimo ripartiamo con l’attività nelle palestre e i numeri saranno ancora più precisi».

Dal Volley Etruschi Stagno parla il Direttore Sportivo Giovanni Cancedda, facendo invece riferimento alle difficoltà incontrate nelle prime squadre: «Le nostre prima, seconda e terza divisione provinciale rischiano di avere defezioni importanti: tanti atleti già grandi che devono lavorare difficilmente rischieranno di entrare in quarantena saltando sia il lavoro che gli allenamenti e le partite, mentre a livello giovanile devo dire che non ho riscontrato grossi problemi per ora».Dalla dirigenza della Polisportiva Vicarello ci fanno sapere che il 30% dei giovani tesserati non inizierà la stagione sportiva proprio per l’ostacolo rappresentato dal Green Pass e che presumibilmente cambierà sport, ma al contempo si è assistito al ritorno in prima squadra di alcune atlete che non hanno esitato a vaccinarsi per poter riprendere a praticare un po’di attività sportiva. Insomma, in un quadro comunque in divenire, l’unica certezza è che il volley livornese si trova ad affrontare una situazione tutt’altro che facile.

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di Redazione web