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Livorno

Il “muso” davanti ce lo mette il pubblico In 10mila ai concerti organizzati al Caprilli

Dario Serpan
Il “muso” davanti ce lo mette il pubblico In 10mila ai concerti organizzati al Caprilli

Cortomuso si chiude con il tutto esaurito per Manu Chao. Ecco il davanti e il dietro le quinte del festival, verso l’edizione due

31 agosto 2021
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Dario Serpan

livorno. Alla fine il muso davanti al traguardo ce lo mette il pubblico. Ce lo mettono anche i lavoratori della Gkn, che durante il concerto finale di Manu Chao sono saliti sul palco per far sentire la loro voce, quella che ci ricorda quanto il tema del lavoro sia importante per la vita di un territorio che poi ha bisogno anche di altro per andare avanti. Perché i raggi di sole che scaldano sul tramonto di un’altra estate segnata dalla pandemia siano qualcosa di più di un momento da ricordare. La cultura, la musica aiutano a guardare oltre, a intravedere un altro tipo di luce, che ci è mancata in questo lungo periodo di chiusure.

Il Cortomuso Festival, andato in scena dal 20 al 29 agosto all’ex ippodromo Caprilli, ha aperto un nuovo spiraglio, e sarà la storia a dirci quanto saprà spingersi nel tempo. Ma intanto ci racconta di un mondo che è ripartito. Di tanti venuti da fuori che hanno scelto Livorno insieme al festival e sono le prime sentinelle delle potenzialità di questo evento. I risvolti e le polemiche sulle risorse spese e sulla gestione del Caprilli sono un’altra vicenda; anche questa avrà il suo seguito, come gli sviluppi sulle corse dei cavalli che ormai quest’estate non torneranno.

Il “cortomuso” al fotofinish non è un flash su un cavallo di razza che la spunta di pochi centimetri, ma piuttosto su una platea su un palco e i suoi artisti. In circa diecimila, comunicano dall’organizzazione del festival, hanno riempito le dieci serate dell’evento organizzato dalla Fondazione Lem per il Comune di Livorno, con la produzione di The Cage e la collaborazione di Musiche Metropolitane. A partire dalla serata d’esordio con Tommaso Novi e Lo Stato Sociale, per scorrere via lungo un calendario che ha portato in scena al Caprilli, in successione: Psicologi, Bobo Rondelli, Bimbo, Jole Canelli, Willie Peyote, Modena City Ramblers, Nada, Iosonouncane, Coma_Cose e Manu Chao.

Il pienone non c’è sempre stato, qualcosa è da rivedere e resta la macchia dell’annullamento del concerto di Bobby Solo, rimpiazzato con il concerto per Ca’ Moro, con un’ondata di solidarietà tutta rivolta ai ragazzi e alle ragazze del Parco del Mulino, perché l’avventura del peschereccio-ristorante non sia un capitolo chiuso. Così come i lavoratori dello spettacolo si augurano di continuare a lavorare anche in autunno e durante l’inverno; per questo chiedono risposte alle istituzioni. Per questo ha senso anche sottolineare quanti hanno lavorato al Cortomuso, in maggioranza livornesi: 50 persone in media ogni giorno tra produzione e organizzazione, sicurezza, servizio bar e pulizie, impianto audio/luci, facchinaggio, allestimento, biglietteria, tamponi, comunicazione. Poi c’è l’indotto, che riguarda il turismo con i servizi e l’accoglienza.

«La prima edizione – dice Adriano Tramonti in rappresentanza del Lem – segna l’inizio di un percorso che immaginiamo in ascesa. Già per il prossimo anno l’obiettivo è aumentare la capienza a 5mila spettatori. In questa estate che, a causa della pandemia, ha visto fermarsi grandi eventi in altre piazze della Toscana come Firenze, Lucca e Follonica, noi abbiamo sfruttato un vuoto, ma bisogna sottolineare il coraggio dell’amministrazione comunale nell’investire in questo progetto in un momento così difficile». Il sindaco Luca Salvetti parla di «un concentrato di emozioni scaturite dal vedere un luogo splendido come l’ippodromo Caprilli rianimarsi, e generate anche dalla possibilità di riassaporare eventi capaci di regalare a tante persone il sorriso. Alla fine del festival, con l’ultimo spettacolo di Manu Chao che è stato la ciliegina sulla torta, per noi che abbiamo voluto la ripartenza del Caprilli anche con una parte di intrattenimento da cui non potremo mai prescindere, si è trattata di una grande soddisfazione». Da ottobre si comincerà a lavorare per l’edizione 2022, con la voglia di guardare oltre la pandemia.

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