Il Tirreno

Livorno

l’intervista 

«Tutto il territorio può crescere con noi»

M.T.
«Tutto il territorio può crescere con noi»

Il direttore Voleri: «L’obiettivo è il connubio turismo-cultura in nome del nostro compositore come fa Pesaro con Rossini»

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LIVORNO. Un numero di eventi crescente – l’anno scorso erano 5 quest’anno sono 18 – il gradimento del pubblico che aumenta nonostante la grande offerta di appuntamenti che c’è stata quest’estate a Livorno. Il tenore Marco Voleri, direttore artistico del Mascagni Festival conferma: «È stata un’estate molto particolare. L’estate della ripresa, in cui tutti volevano fare attività. Livorno è stata una delle città con più eventi estivi. Detto ciò noi abbiamo tirato fuori le nostre idee e messo in campo un programma molto variegato, con tanti eventi anche fuori città. Il festival è cresciuto e ha dovuto farsi riconoscere anche attraverso esperimenti come quello della Mascagni Night, il concerto itinerante da Ardenza allo Scoglio della ballerina che ha avuto una partecipazione incredibile».

Altra caratteristica che sta diventando fondamentale per il festival?

«La collaborazione con i vari comuni della provincia. Siamo stati al Castel Sonnino, alla baia del Rogiolo, al Lago Alberto. Dobbiamo fare rete e già la stiamo facendo con comuni come Bibbona e Campiglia con risultati importanti. Abbiamo risvegliato un grande interesse, ora dobbiamo fare il salto».

Come diventare sempre più riconoscibili?

«Anche con la comunicazione sulla quale abbiamo scommesso e investito. Se noi non raccontiamo alle persone che d’estate a Livorno c’è il festival Mascagni e che ogni estate propone qualcosa di diverso, alla fine il festival non ha ragione di esistere».

Con la proposta del prossimo anno di “Pinotta” in accoppiata con “Gianni Schicchi” si intuisce un radicamento sempre maggiore in termini culturali e di riscoperta delle opere di Mascagni...

«Sono tante le opere di Mascagni che andrebbero riscoperte ma non si può fare tutto e subito. Bisogna fare i conti con la realtà. Noi siamo un festival neonato che non può accedere ai fondi ministeriali del Fus e al momento viene sostenuto soltanto dall’amministrazione comunale oltre che da alcun i sponsor. Dal punto di vista culturale l’attenzione verso Mascagni a Livorno è sempre alta: noi stiamo lavorando anche su un altro titolo per il prossimo anno e il Goldoni nella stagione lirica è impegnato sul centenario del “Piccolo Marat”».

Come si può crescere?

«Miriamo alla collaborazione con altre realtà anche internazionali, di questi contatti però non posso parlare finché non c’è qualcosa di definito. Facciamo con quello che abbiamo, lavorando a spron battuto per marcare il territorio e dimostrare che questo è un viaggio che si può e si deve fare. Abbiamo il litorale più lungo della regione, è difficile non pensare a un connubio tra cultura e turismo nel nome di Mascagni. Lo fanno tutti, i luoghi verdiani, Pesaro con Rossini, Bergamo con Donizetti, Catania con Bellini, perché noi no? Sono sicuro che avendo visto l’impegno non solo del Comune ma anche dei territori, la Regione Toscana sarà uno degli attori che sostengono questo festival». M.T.

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di Redazione web