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L’Aci promuove la nuova viabilità sul lungomare a Livorno: «Chi va piano non è uno sfigato»
Dopo l’intervista al Tirreno dell’assessora sul futuro del viale Italia: «Ok a dossi, carreggiate più strette e divieto di svolte a sinistra»
LIVORNO. L’Automobile club Livorno promuove la rivoluzione al traffico anticipata ieri sul Tirreno dall’assessora al traffico Giovanna Cepparello per garantire maggiore sicurezza sul lungomare dopo la serie di incidenti avvenuti negli ultimi mesi: attraversamenti rialzati, restringimenti della carreggiata, cartelli luminosi e divieti di svolta a sinistra.
«Le risoluzioni messe in atto dall’amministrazione – spiegano dall’associazione – sono valide come sono validi i progetti. Un cambio di abitudini si impone e non solo per gli automobilisti. La mobilità infatti è un sistema dove recitano da protagonisti vari utenti della strada nessuno escluso. Certamente vi sono categorie a maggior rischio quali pedoni e ciclisti. Vanno protetti dall’indisciplina: e questa è la priorità. Corre però l’obbligo di ricordare che soprattutto i più fragili devono attenersi a comportamenti prudenti, proprio perché sono loro a correre i rischi maggiori. Tutti dobbiamo renderci conto che più vi è un atteggiamento spavaldo di fronte alle regole del codice della strada e più la reazione dell’amministrazione sarà, gioco forza, incisiva. Restringimenti, dossi artificiali, divieti di svolta non sono altro che la difesa ed il baluardo alla sicurezza».
La riflessione è ampia: «Non è certo piacevole per un’amministrazione dover ricorrere a stratagemmi poco graditi – proseguono – se tutti gli utenti della strada fossero ligi ai dettami di legge tutti questi presidi sarebbero inutili e quindi non attuati. Non esistono strade pericolose sono gli utilizzatori della strada con il loro comportamento irresponsabile. Come detto tutti sono attori e tutti dovrebbero attenersi alle regole, ma questo stile di vita sembra essere letto dai più come da “sfigati” esattamente come fu per l’obbligo delle cinture di sicurezza. Non le indosso perché non ho paura, perché è da vecchi».
Ecco perché: «Il rispetto delle regole non è né da sfigati né da vecchi: il rispetto delle regole è da persone sensate consce del pericolo insito nel mezzo che si conduce. Certamente un incremento dei controlli sarebbe auspicabile e propedeutico ma non dovrebbe essere la paura della sanzione a farci limitare la velocità, bensì la presa di coscienza che i limiti vanno rispettati proprio perché limiti utili alla sicurezza».
Infine un consiglio: Suggeriamo il costante monitoraggio degli attraversamenti con mezzi elettronici, così come andrebbero monitorati tutti gli incroci semaforizzati. Il nostro ente aveva invitato l’assessore a metter in atto una settimana di controlli severi sul viale Italia con particolare attenzione ai mezzi a due ruote e questo per far capire che non solo le auto sono vigilate ma anche i centauri. Specie gli scooteristi che spesso, per le caratteristiche del mezzo condotto, si sentono autorizzati e liberi di effettuare manovre decisamente pericolose ed avventate. Ricordiamoci il motto: meglio perdere un attimo di vita, che la vita per un attimo».
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