Gioco
Sub si sente male durante l’immersione a Capraia, l’istruttore: «Così lo abbiamo salvato»
L’incidente sulle secche delle Formiche: nella risalita il giubbotto si è gonfiato facendolo riemergere. «Gli abbiamo dato l’ossigeno, poi la corsa in porto»
CAPRAIA ISOLA. L’immersione alle Formiche, le secche a meno di due miglia dal porto di Capraia, era praticamente conclusa. Al gruppo di una decina di appassionati di escursioni dei fondali, accompagnati dall’istruttore del Diving Center, mancavano circa sei sette metri prima di risalire in superficie. A questo il giubbotto di Maurizio Costa, 72 anni, subacqueo esperto residente a Milano, si è improvvisamente gonfiato, innescando il cosiddetto effetto palloncino: una risalita improvvisa in superficie che non ha permesso al settantaduenne di completare la decompressione.
Franco Di Meglio, istruttore del Diving Center capraiese, è stato uno dei primi a soccorrerlo. «Quando lo abbiamo portato in barca – racconta – respirava, male, aveva l’affanno, ma per fortuna non ha mai perso conoscenza». A salvarlo dall’embolia che lo ha colpita è stata molto probabilmente la velocità con cui l’istruttore e gli altri subacquei hanno seguito il protocollo. «Sulla nostra imbarcazione – prosegue Di Meglio – abbiamo come prevede la normativa, dell’ossigeno. In questo modo lo abbiamo aiutato nella respirazione evitando un blocco che poteva causare danni cerebrali».
La seconda cosa è stata quella di allertare il 118 tornando immediatamente in porto. Ad aspettare il settantaduenne in banchina il medico che fa servizio sull’isola e i volontari della Svs. «La situazione – spiegano – era grave – l’intervento a bordo gli ha salvato la vita». Il subacqueo è stato quindi trasportato con l’elisoccorso Pegaso all’ospedale di Careggi per essere sottoposto alla camera iperbarica per stabilizzare i livelli di ossigeno nel sangue.
«Quello che è successo – conclude Di Meglio – ce lo faremo raccontare da Maurizio. Ci hanno detto che sta meglio, quindi lo aspettiamo presto a Capraia. Il salvataggio? È stata una concomitanza di eventi fortunati. A bordo c’erano anche altri istruttori e tutti hanno fatto esattamente quello che deve essere fatto in situazioni simili».
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