Italia
I timori degli operatori «Guai se si darà l’idea che qui è tutto chiuso»
LIVORNO. In attesa degli interventi per la messa in sicurezza della facciata del “nostro Louvre” su via Buontalenti, chi vive e lavora nell’area mercatale racconta dubbi e preoccupazioni di una piazza già interessata dalle restrizioni per il Covid e che ancora ricorda la morte di Baojiao Shu, la donna cinese deceduta dopo esser stata colpita da un capitello caduto da uno stabile della zona.
«Praticamente sono nato qui, e dall’82 non si era mai verificato niente di simile: solo qualche vetro rotto», racconta Renzo Bueno, titolare del banco numero uno. Poi spiega: «Un paio di settimane fa c’è stato il primo distacco di intonaco, poi sono venuti i tecnici e hanno messo l’impalcatura e il nastro di protezione».
Disagi e problemi non mancano in questi giorni per clienti e commercianti. Poco distante è Luca Pavolini, dipendente del banco 19 a segnalare come «con questa nuova restrizione, che si aggiunge alla chiusura ormai da due anni delle porte dell’edificio che danno sulla strada, la nostra situazione è peggiorata».
Il nastro bianco e rosso delimita l’intera facciata del Mercato, impedendo il passaggio sul marciapiede e occupando anche un tratto della strada in direzione delle bancarelle. Il disagio, in questo senso, riguarda principalmente i banchi del pesce all’interno della struttura.
«Già gli ingressi laterali erano stati bloccati mesi fa per le restrizioni anti-Covid, adesso con questo nastro ho paura che alla gente che passa il Mercato possa sembrare “chiuso-chiuso”», dice Paola Marini, titolare del negozio Frutti di Mare e di uno dei banchi del pesce. «I fornitori – tiene a sottolineare – scaricano la merce passando dall’altro ingresso: e anche lì ci sarebbe da parlare delle macchine in sosta che complicano le operazioni. Ma le porte su via Buontalenti ci facevano comodo».
C’è infatti chi, alle prime luci dell’alba, ancora parcheggia il furgone a ridosso delle saracinesche abbassate. «Stanno venendo giù i calcinacci, si vedono le buche aperte dal vento. Ma due anni fa non avevano rifatto il tetto?», si chiede Matteo Ferrandino, la cui pescheria è stata inserita nel Registro delle eccellenze italiane 2020-2021. Lo dice per poi tornare a “bussare” sulla questione delle porte chiuse: «Le hanno sigillate mettendo i lucchetti, il che pone anche un problema di sicurezza per noi commercianti e per i nostri clienti».
Sulla sicurezza interviene anche Simone Toschi, presidente del Centro commerciale naturale e del consorzio Pentagono del Buontalenti: «Questa è una zona pedonale, ma quando i banchi sono chiusi c’è chi passa in macchina o in motorino sfrecciando a tutta velocità. La carreggiata davanti al Mercato adesso è ridotta dal nastro di protezione, mettendo in pericolo chi cammina in piazza, visto che non può più andare sul marciapiede».
Il presidente del consorzio del Mercato delle Vettovaglie Luigi Sena (e vicepresidente del Centro commerciale naturale) invita infine tutti a stringere i denti: «In questo momento si deve dare la priorità alla sicurezza della cittadinanza che passa in strada ed entra nel Mercato. Voglio ricordare a chi si lamenta che è solo il marciapiede ad essere interdetto, mentre l’ingresso principale è aperto e presidiato. E il salone del pesce ha i magazzini nel seminterrato e può usufruire dei montacarichi, quindi troppo disagio non c’è».
M.S.
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