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I ragazzi speciali: «Grazie a tutta Livorno, adesso il Ca’ Moro potrà rinascere» - Il video

Matteo Scardigli
I ragazzi speciali: «Grazie a tutta Livorno, adesso il Ca’ Moro potrà rinascere» - Il video

La commozione di Daniele Tornar direttore e consigliere della cooperativa Parco del Mulino dopo lo spettacolo della solidarietà

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LIVORNO. L’abbraccio di Livorno al Ca’ Moro e ai suoi ragazzi non si ferma. Dopo l’affondamento della barca-ristorante, l’onda lunga degli attestati di sostegno morale e delle offerte di aiuto (economiche e non) al Parco del Mulino continua a propagarsi anche fuori dai confini cittadini, e lo spettacolo di mercoledì all’ex ippodromo Caprilli, magistralmente inserito all’ultimo momento nel cartellone del festival Cortomuso (che ha fatto segnare il tutto esaurito), ha rappresentato solo la punta del proverbiale iceberg della solidarietà. Sul palco della kermesse sono accorsi artisti e personaggi che hanno risposto alla chiamata del sindaco Luca Salvetti, ideatore dell’iniziativa, e gli stessi ragazzi dell’associazione. Con loro anche Daniele Tornar, direttore del ristopeschereccio più famoso d’Italia, che oggi racconta a Il Tirreno questo momento così intenso.

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Come vanno questi giorni?

«Dopo l’emozione dell’affondamento pensavo di non farcela a rimanere in piedi: è stato terribile. Dietro al Ca’ Moro c’è un enorme sforzo umano per mantenere un ristorante sociale in cui lavorano i ragazzi e tanto altro personale; la difficoltà riguarda tutti. Era il sogno di una vita, i ragazzi ci stavano bene e si sentivano molto gratificati. Nei giorni seguenti sono arrivati segnali di risposta al nostro grido di aiuto, è stata una risalita graduale. E quando ho visto lo spettacolo di pubblico al Caprilli mi sono sentito veramente commosso».

I ragazzi come stanno?

«Sono stati tutti e singolarmente molto emozionati, molto felici. Si sono sentiti di nuovo più su di morale, adesso sono contenti perché hanno potuto vedere che non sono stati lasciati da soli».

Come si è concretizzata la solidarietà?

«Abbiamo ricevuto attestati di solidarietà da un po’ tutte le forze politiche livornesi, ma ci hanno contattati anche i responsabili Mediaset e Massimo Ciampa, il direttore della Fabbrica del sorriso. Giorgio Chiellini ha messo a disposizione una maglia autografata, e ci ha risposto anche lo staff di Antonino Cannavacciuolo. Il gesto che mi ha colpito di più è stato quello di un anonimo donatore, che ha lasciato nella cassetta della posta del Parco del Mulino una busta con mille euro indirizzata ai ragazzi».

E adesso cosa farete?

«L’imbarcazione non è recuperabile a causa dei danni troppo gravi. Va rimossa, e di questo si occupa il vertice in Comune con Autorità portuale e Capitaneria per definire il percorso di smaltimento. Per il resto noi teniamo a ribadire che siamo un’associazione seria, lo abbiamo dimostrato in questi anni e la città ce lo ha riconosciuto. E credo che un’associazione seria non debba agire sull’onda dell’emotività. Valuteremo con molta razionalità per fare il meglio per i ragazzi affinché possano tornare a lavorare il prima possibile».

Qualche idea in particolare?

Le idee girano ma ancora non sono precise. Le scelte che verranno condivise con le famiglie dei ragazzi e messe in pratica porteranno alla definizione del progetto. Come campo di applicazione quello alberghiero è il preferito dei ragazzi, dove credo possano esprimersi al meglio. Penso che rimarremo nell’àmbito della somministrazione».

Ci sarà quindi un "Ca’ Moro 2"?

«Un "Ca’ Moro 2" non è scontato, anche perché bisognerebbe trovare un’altra imbarcazione con caratteristiche simili. Servirebbe una barca con una cucina e lo spazio che consenta al personale di bordo di muoversi con praticità e per mettere a sedere un buon numero di clienti. Come ho detto, vedremo».

C’è un ringraziamento speciale che volete fare?

«Quello di mercoledì al Caprilli è stato un autentico abbraccio, ringrazio l’amministrazione comunale e la fondazione Lem (del vicepresidente Adriano Tramonti, ndc) e tutti quelli che ci hanno supportato e continuano a farlo. Ma voglio dedicare un ringraziamento speciale al corpo dei Vigili del fuoco di Livorno, persone sempre modeste ma straordinarie che sono intervenute con dedizione e impegno commoventi andando ben oltre i loro doveri. Troveremo il modo di renderne loro atto».

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