Gioco
Spunta un murale gigante sul Pontino per celebrare Mascagni e la musica
L’opera, dell’artista El Rey de la Ruina, curata da Uovo alla Pop e sponsorizzata da Lions Host e Banca di Castagneto. Domenica 29 agosto l’inaugurazione con una festa concerto
livorno. Ultime ore di lavoro per il murale firmato da El Rey de la Ruina, il più famoso street artist madrileno, dedicato al grande maestro livornese Pietro Mascagni. Una sinfonia di colori ha letteralmente sconvolto, in positivo, un quartiere, il Pontino, sempre più al centro di operazioni del genere. L’opera, a cura di Uovo alla Pop, vede la committenza del Lions Club Livorno Host e l’importante contributo dei principali sponsor: tra questi Banca di Credito Cooperativo di Castagneto Carducci, sempre in pole position quando si parla di cultura; e il patrocinio del Comune di Livorno.
Due settimane di lavori con pittura a quarzo e bombolette, fino al taglio del nastro che avverrà domenica 29 agosto alle 19, sugli Scali delle Cantine al numero 66, alla presenza delle autorità e dei cittadini, preziosi testimoni dell’evento. Inaugurazione che sarà arricchita dall’ intervento musicale di Massimo Signorini che, con la sua fisarmonica, suonerà alcune celebri arie del compositore labronico. Successivamente in Piazza Cavallotti, già Piazza delle Erbe, casa natale di Pietro Mascagni, si terrà il concerto lirico “Sotto casa Mascagni”, a cura del Mascagni Festival.
«Quest’anno - spiega Leonardo Giorgi, presidente Lions - grazie al supporto di realtà importanti sul territorio, siamo riusciti a fare qualcosa di davvero potente. Frutto di un percorso abbastanza lungo: il primo passo è stato analizzare insieme a “Uovo alla pop” le varie tipologie di artisti, ognuno per il suo verso interessante, affascinante. E abbiamo scelto El Rey de la Ruina, ovvero quello che esprimeva in pieno ciò che stavamo cercando. Vorrei spiegare che da parte nostra non è stata un selezione facile: c’erano altri artisti meritevoli, con proposte bellissime. Magari verranno coinvolti in altri progetti. La prima cosa che ho pensato è stata questa: un padre che arriva davanti al murale con suo figlio, e quest’ultimo vuol spere chi è il personaggio raffigurato. Questo è un modo di far riemergere con prepotenza una figura che era rimasta intrappolata tra le note musicali, la cui presenza è mancata per diversi anni. Un obiettivo raggiunto. Abbiamo avuto la fortuna di avere la collaborazione del Mascagni Festival, e il giorno dell’inaugurazione avrà luogo un concerto, in piazza Cavallotti».
Un passaggio meraviglioso di un programma triennale. «L’unico modo per fare interventi continui - prosegue Giorgi -, sfruttando l’esperienza che matura lavorando a certe cose. Io mi sono approcciato con poche conoscenze al mondo della street art, e ne sono rimasto immediatamente affascinato. E quando in giro vedo un murale mi soffermo e cerco di capire cosa rappresenta. Perché oltre a riqualificare la città ha un messaggio che va colto. Restituendo valori alla cittadinanza, così come è accaduto in operazioni precedenti». Angelo Scuri, insieme a Roberto Pullerà, rappresenta la banca. «Il progetto - dice - è quello di fare rete con realtà del territorio che propongono arte con la A maiuscola. E il rapporto con Lions ci piace moltissimo, ben vengano le iniziative di questo tipo. Tutti insieme dobbiamo portare valore a Livorno».
Valeria Aretusi, Uovo alla pop, racconta l’artista. «È spagnolo, innamorato di Mascagni. Profilo internazionale. per la prima volta in Italia, dove farà la sua personale. Sa tagliare il colore, lo riempie di simboli, è famoso per i cuori che lascia per il pianeta con messaggi etici che scuotono le coscienze. In questo caso ha destrutturato la famosa immagine del maestro e gli ha regalato la sua melodia, la sua armonia. Speriamo che la cittadinanza lo apprezzi, e chi vive nel quartiere ha già festeggiato. Un’opera che si integra perfettamente con lo skyline della zona». Chiude la serie di interventi Marco Voleri, direttore artistico del Mascagni Festival. «Fare un murale di 16 metri - sfferma- in stile pop art su Mascagni significa osare e farsi riconoscere nel mondo. Ovunque ci sono percorsi culturali dove si vanno a vedere i murales e oggi la città si inserisce di diritto in questo contesto. E dobbiamo andarne fieri. Mascagni è stato innovatore assoluto, che ha seguito le sue idee nonostante tutto. Se oggi potesse guardare il murale rimarrebbe colpito per le affinità tra le innovazioni del suo lavoro e l’innovazione pop art di un’opera come questa».
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