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LIVORNO. La Uiltrasporti va all’attacco riguardo alla graduatoria di lavoratori stagionali che potrebbero essere “internalizzati” e dunque passare a Aamps: nel mirino è l’atteggiamento di Avr, azienda che lavora in appalto per l’ex municipalizzata.
Nel documento firmato da Claudio Sodano e Gianni Paganucci, dirigenti del sindacato a livello regionale, si richiama formalmente la controparte sottolineando che si sta ripetendo il «mancato rispetto delle comunicazioni». Dito puntato contro il fatto che all’organizzazione sindacale promotrice dell’iniziativa di lotta non è ancora stata trasmessa «la graduatoria dei lavoratori da voi impiegati a tempo determinato nel frattempo trasformati e/o trasformabili a tempo indeterminato con contratto part time verticale». Sodano e Paganucci segnalano che questo servirebbe loro a effettuare «la verifica della confermità gerarchica data dalla maggiore anzianità di servizio che deve essere rispettata».
La Uiltrasporti, di fronte al fatto che la graduatoria è stata «sostanzialmente negata», avvertono che non possono «fornire agli iscritti, ai lavoratori dipendenti Avr spa e ai cittadini che ce lo stanno chiedendo, informazioni esaustive sulle procedure adottate», benché «rese pubbliche dal Comune di Livorno». Si tratta di un passaggio che consentirà «ai lavoratori a ruolo in Avr spa, ancorché recentissimamente trasformati da ex stagionali e così pure ai tempi determinati in ragione di anzianità di prima assunzione e/o maggiori maturati periodi che “dovrebbero” parimenti aver seguito criteri logici e trasparenti, essere “internalizzati” alle dirette dipendenze di Aamps».
C’è bisogno di fare chiarezza, soprattutto per «confutare chi ci rappresenta critiche e/o avvenute violazioni dei criteri di giusta e trasparente gerarchia, avendo una piena cognizione di causa». In mancanza di risposte, - segnalano i due dirigenti sindacali Uil - «non potremo esimerci dal rivolgerci agli organi deputati al controllo sulla materia che potranno così verificare pure ciò che ad oggi abbiamo ritenuto un pettegolezzo circa le chiacchere su presunti privilegi di "figli di"».
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