Italia
“E questo è niente” di Michele Cecchini domani su Rai Radio 3
livorno. Continua l’estate all’insegna delle presentazioni e (soddisfazioni) per lo scrittore Michele Cecchini (nativo di Lucca, ma livornese d'adozione) e il suo libro “E questo è niente”, edito da Bollati e Boringhieri. Domani alle 17.30 sarà infatti ospite della trasmissione radiofonica “Fahrenheit” il libri e le idee, un cult per tanti amanti della letteratura, in onda su Rai Radio 3 e condotta da Loredana Lipperini, Tommaso Giartosio, Felice Cimatti, Graziano Graziani, Carlo D’Amicis, Enrico Morteo. Un romanzo, il suo, dai contenuti profondi. In un piccolo paese della campagna fiorentina, intorno alla metà degli anni ’60, vive Giulio, un ragazzino tetraplegico di 16 anni. Immobile nel suo letto si definisce “un coso che ha due braccia e due gambe ma non funziona nulla”. Si arrabbia quando i normali lo chiamano “infelice”, perché non capisce come fanno a sostenere una cosa del genere. «Uno sguardo scherzoso scanzonato divertito -dice l’autore -, che non omette la crudezza di una condizione, declinata nelle sue varie problematiche». Giulio vive nella casa dei nonni paterni. Ha un culto per il nonno medico del paese , uomo forte, con la tempra di una volta, autoritario. Dice “gli umani si dividono in tre categorie: normali, tetraplegici e mio nonno”. Il padre invece è l’esatto contrario, sempre stravaccato sul divano. Poi il colpo di scena quando una strana forma di letargia coglie all’improvviso gli abitanti della via in cui abita: l'arrivo di un dottore mandato ad "indagare", cambia di fatto la sua intera esistenza.In quel periodo infatti nasce infatti un centro specializzato a Firenze, aperto da Adriano Milani, fratello di Don Lorenzo. Come detto tante le presentazioni: prima online, poi arrivano quelle in presenza, la partecipazione a festival e rassegne, e l'incontro con alcuni gruppi di lettura. Il tutto distribuito per varie città italiane. Il libro è stato ristampato il mese scorso. «A qualche presentazione ha partecipato anche mio padre - dice Cecchini - e mi fa molto piacere perché porta testimonianza diretta di quel che si racconta. Essendo stato lui allievo di Adriano Milani e uno di quei dottori "alla rovescia" di cui si parla nel romanzo».
S.F.
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