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Covid, Grimaldi a Livorno: «Possiamo affidarci alle terapie domiciliari per evitare casi gravi»
Tanta gente alla Terrazza per ascoltare l'avvocato che ha fondato il comitato: «Ci censurano, eppure l’approccio di cura in fase precoce è vitale»
LIVORNO. «La regione Sardegna invia ai medici di medicina generale lo schema terapeutico del nostro comitato per informarli sulle possibilità di cura in fase precoce e scongiurare la zona gialla e il sindacato Fimmg, in modo inconcepibile, sostiene che il citato schema si discosta dalle linee guida ministeriali che continuano a prevedere la vigile attesa». Così l’avvocato Erich Grimaldi, presidente e fondatore del comitato terapie domiciliari Covid 19 e di Ucdl, associazione per le cure, i diritti e le libertà, apre una partecipatissima serata sul tema della "Terapia domiciliare precoce", nel contesto della terrazza Mascagni. Grimaldi è il faro di un gruppo Facebook dedicato, che conta migliaia di iscritti, tra i quali molti appartenenti al settore sanitario: medici e infermieri. Chi ha un problema Covid scrive un post, ed immediatamente gli operatori si prendono cura del caso.
«Noi - dice - stiamo portando la voce delle terapie domiciliari precoci in giro per l’Italia, riempiendo tutte le piazze con migliaia di persone che indossano le nostre magliette. Un percorso iniziato perché la televisione pubblica non ha mai dato spazio all’argomento. L’approccio di cura in fase precoce è importante, così come è importante non lasciare a casa tante persone in vigile attesa». Una delle voci che parla alla folta platea è il dottor Stefano Manera, milanese. «Mi piacerebbe capire perché si sono mossi così tanti detrattori nei confronti delle cure domiciliari, gli stessi che fino a pochi mesi fa scrivevano post favorevoli. Il Covid va distinto dal virus Sars Cov-2. Il virus causa la malattia: una grave infiammazione. Ma ormai sono più di cento anni che i medici sono capaci di curarla». La soluzione proposta.
«Arrivare precocemente sul paziente, evitare che la situazione si complichi e che sia necessaria l’ospedalizzazione utilizzando dei farmaci stranoti: cortisone, eparina a basso peso molecolare, idrossiclorochina, e altri. Abbiamo un piccolo prontuario che utilizziamo a seconda delle fasi della malattia». Tra gli interventi, accompagnati da applausi convinti, striscioni, e una seguitissima diretta streaming, c’è quello dell’infermiera Annalisa Cecchetti: «Grazie al gruppo entriamo nella vita intima delle famiglie, le seguiamo e come infermieri interveniamo per primi a livello psicologico e morale. Il paziente ci può contattare ad ogni ora». E parlano anche alcune persone che si dichiarano guarite grazie alla terapia in oggetto.
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