Il Tirreno

Livorno

«Noi sempre a fianco dei disabili non cancelliamo la scuola di vela»

L’Autorità Portuale spiega le ragioni che hanno imposto l’intervento sull’attività di Assonautica e si impegna a risolvere tutto al più presto 

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LA REPLICA

L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Settentrionale interviene in merito all’articolo pubblicato ieri dal titolo “Cancellata dalla burocrazia la scuola di vela per disabili”.

Gli sforzi fatti per garantire l’accessibilità alla Fortezza Vecchia, pur disponendone per brevi periodi; i plurimi attestati di solidarietà come “Azienda Amica Gold” rilasciatici dall’Associazione Sport Insieme Livorno; il rilascio della concessione di un’area demaniale in prossimità di largo Tito Neri per l’ormeggio della barca speciale per disabili della stessa associazione, con applicazione di un canone minimo; la stessa progressiva regolarizzazione della posizione debitoria proprio di Assonautica; il riconoscimento di “buone pratiche” ottenuto dal Centro regionale per l’accessibilità della Regione Toscana e, non ultimo, il ruolo di leader assunto da questo ente nel gruppo di lavoro di Assoporti sull’accessibilità alle infrastrutture portuali (coinvolgendo anche l’esperienza di un dipendente ipovedente) , sono sufficienti a dare conto di una primaria attenzione dell’AdSP al tema, consentendoci di non farci sentire scalfiti da ramanzine intrise di pregiudizi (fermo restando che si può sempre migliorare) .

L’articolo ci costringe comunque, per onestà intellettuale e verità di informazione, a dover esprimere precise puntualizzazioni. È evidente che a nessuno, e quindi neanche ad organizzazioni che pure svolgono attività meritorie, è consentito operare nell’illegalità. Detto questo, è doveroso rammentare come all’Autorità di Sistema Portuale, al pari del Comune di Livorno, anch’esso interessato dalla pratica, sia stata segnalata la presunta sussistenza di alcune irregolarità nell’occupazione del sedime demaniale su cui Assonautica svolge da anni le proprie attività di rilevanza sociale.

Obbligati dunque a procedere per legge ad una verifica di una segnalazione di abusivismo, abbiamo avviato come AdSP la procedura, coordinandoci costantemente con il presidente di Assonautica, Andrea Sgarallino.

L’obiettivo dell’ente non è mai stato quello di cancellare con un colpo di spugna i 35 anni di storia gloriosa dell’Associazione, bensì di consentire alla stessa associazione, nei tempi e nelle forme previste dalla legge, di regolarizzare la propria situazione e di continuare a svolgere le importanti iniziative sportive e sociali.

Per quanto ci riguarda, abbiamo tempestivamente proceduto a verificare le irregolarità e a quantificare l’ammontare delle somme dovute per l’occupazione senza titolo dell’area demaniale dove oggi si trovano i pontili galleggianti. Giova qui ripetere che abbiamo svolto le pratiche senza alcuna forzatura ma mantenendoci in stretto contatto con l’associazione, a dimostrazione della nostra volontà di arrivare a sanare l’irregolarità quanto prima, senza con ciò lasciarci traviare da alcun “furore interventistico”.Vorremmo dunque tranquillizzare i lettori de Il Tirreno. Il passo successivo alla regolarizzazione della situazione abusiva di Assonautica, sarà quello della stipula di un nuovo, regolare, atto di concessione, documento non privo di complessità tecnico-giuridiche che comprendiamo bene possano sfuggire a chi non ha alcuna esperienza di amministrazione attiva ma che è assoluta intenzione dell’AdSP perfezionare quanto prima, nell’interesse di tutti.



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