Gioco
Il tuffo al Gabbiano e poi il vaccino Assalto di giovani al camper dell’Asl
Ventenni in costume e minorenni con i genitori: in poche ore esaurite le 114 dosi Pfizer alla Rotonda
Simone Fulciniti
LIVORNO. I 114 vaccini a disposizione sono andati esauriti in poche ore sul camper di Regione e Asl che ieri ha stazionato alla Rotonda d’Ardenza, prima di spostarsi, in serata, in Venezia (dove erano pronte altre 114 dosi...).
Pochissimi coloro che si erano prenotati, la maggior parte si sono presentati e hanno chiesto se ci fosse una dose libera, qualcuno anche in costume da bagno, direttamente dal Gabbiano, dai Tre Ponti e dai bagni Lido...
L’appuntamento era riservato alla popolazione tra i 12 e i 59 anni (e agli over 80), prenotati e non, fino ad esaurimento scorte.
Oggi (dalle 13 alle 22) si replicherà al Calambrone.
LA GIORNATA
Dalle 11, già prima dell’orario di apertura, i gazebo sistemati tra la Rotonda e il mare sono stati presi d’assalto da tante persone.
Una breve trafila conduce all’interno del mezzo dove viene somministrata la prima dose di Pfizer.
Tante persone lavorano con applicazione: tra loro il Cives, fondamentale in fase di organizzazione, gli operatori sanitari e gli impiegati dell’Asl.
«Abbiamo iniziato mezz’ora prima – spiega la dottoressa Cinzia Porrà, direttrice dei distretti e responsabile della vaccinazione in città – con coloro che sono venuti senza prenotazione. Il vaccino fornisce una barriera di protezione e in questa fase di ripresa del contagio è un messaggio importante che va rilanciato»
C’è anche il prefetto Paolo D’Attilio. «È importate che i genitori portino i ragazzi a vaccinarsi, dando così un aiuto alla collettività, ma anche a loro stessi: i dati sembrano confermare che la variante in atto colpisce proprio i più giovani. L’attività di prevenzione, anche in vista dell’anno scolastico è importante», afferma.
I RAGAZZI
Giorgia Salvadorini, 17 anni, è pronta con i moduli in mano e un grande sorriso. Con lei il padre Massimiliano. «Per me – racconta l’uomo – è un atto importante. Il Covid fa paura: Giorgia ha chiesto di vaccinarsi e ha letto di questa possibilità sul Tirreno così siamo venuti. È convinta. Purtroppo molti non lo vogliono fare».
Tommaso Picchi di anni ne ha 29. Dimostra di conoscere bene che cosa sta succedendo: «Vaccinarsi è giusto perché abbassa l’incidenza della malattia e permette di liberare posti in ospedale e in terapia intensiva. Diminuendo di fatto la mortalità. Venire qui è responsabilità civile».
Sulla stessa linea Chiara Lumetta. «Un’iniziativa come questa aiuta, invoglia: io per esempio da quando ho saputo della possibilità mi sono data da fare col passaparola, e sono venuta volentieri così come faranno tanti miei amici. Qualcuno non vuol farlo, e io ho fatto loro una domanda: ho chiesto perché no? La risposta è che il vaccino è stato realizzato velocemente».
Leonardo Marsano, 12 anni, è una giovane promessa del calcio nella Sestese. «Siamo in vacanza, - dice il padre Valentino - abbiamo approfittato per l’occasione. Perché al ragazzo serve per lo sport. La prima dose quindi la facciamo qui e poi la seconda vedremo di spostarla a Firenze. È giovane vero, lo ha fatto volentieri».
Matteo Renucci, 19 anni, il Covid l’ha avuto. «Ottima iniziativa che aiuta tutti quelli che non sono riusciti a prenotare al PalaModigliani; si può venire senza prenotazione. Non ci sono molti posti, ma è utile. Vaccinarsi significa anche avere il Green Pass che ti apre tante porte, se uno non vuole vivere nell’oblio. Io ho provato sulla mia pelle il virus: una brutta bestia che butta giù moralmente e fisicamente. Qualcuno dice che è inventato, vi assicuro che non lo è».
Alejandro Lavalle, 29 anni, è peruviano, ma vive a Livorno. «Grazie a Dio ho potuto avere tutti i documenti - afferma - aspettavo da tempo un giorno come questo per vaccinarmi».
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