Gioco
Niente corse di cavalli d'estate al Caprilli, l’ira del sindaco: «Hanno voluto fare uno sgarbo alla nostra città»
Livorno: lui e la dirigente del ministero: «La pista era idonea». Il gestore Toriello: «Dieci giornate a novembre e dicembre»
LIVORNO. Niente corse d’estate. Niente Coppa del Mare a Ferragosto. Niente "cavalli al tondino" cinque anni dopo l’ultima volta. Dopo le polemiche dei giorni scorsi sulle condizioni della pista, con fantini e allenatori perplessi sulla tenuta, alla deadline di ieri mattina risultava un solo cavallo iscritto alla riunione livornese. E così sono saltate le sei corse che erano in programma per domani all’ippodromo Caprilli, una giornata che doveva sancire il ritorno dell’ippica a Livorno.
«Eppure c’era l’ok da parte del ministero, da parte delle persone preposte a valutare la pista e le strutture - attacca il sindaco Luca Salvetti - la verità è che qualcuno, per interessi non meglio definiti, ha voluto fare uno sgarbo alla città di Livorno. Detto questo, l’ippodromo è aperto da settimane con il parco pubblico, gli spettacoli e gli eventi. E a Ferragosto faremo comunque il taglio del nastro perché siamo riusciti a restituire una struttura importante alla città». «Infatti questo non è un funerale - interviene Silvio Toriello, amministratore unico della società Sistema Cavallo che ha preso in gestione il Caprilli per due anni - è stato ridicolo vedere un solo partente a Livorno, tra l’altro senza fantino, ma ne prendiamo atto noi e ne prenderà atto il ministero. Il teatro è pronto, sia chiaro, ora mancano solo gli attori».
DIECI RIUNIONI
Per il momento l’ippodromo resta quindi aperto con il parco pubblico e con gli eventi, a partire dal festival Cortomuso che inizierà venerdì prossimo con Lo Stato Sociale e si chiuderà il 29 con Manu Chao (in vendita altri 500 biglietti). E le corse? «Abbiamo fatto richiesta al ministero per cinque giornate a novembre e cinque a dicembre», risponde Toriello, che non ha dubbi sulla pista: «Già ora è in buone condizioni, ma guardiamo avanti. Entro il 31 agosto ci sarà una semina particolare che, dopo sei settimane, nella seconda metà di ottobre, ci regalerà una pista senza imperfezioni. Se poi a novembre e dicembre ci saranno sovrapposizioni con altri ippodromi toscani, valuteremo insieme al ministero e troveremo una soluzione». Una soluzione che per domani non è stata trovata, con il sindaco Salvetti che alza ancora la voce per quanto accaduto: «Mi è stato detto, tra le tante cose, che qualche ippodromo vicino al nostro non avrebbe preso bene il ritorno del galoppo al Caprilli. Voci, congetture che lascio ai livornesi per farsi un’idea. Quella di Ferragosto poteva essere una giornata bellissima, purtroppo la città ne esce danneggiata». E il riferimento sull’ippodromo vicino è probabilmente nei confronti di San Rossore e della società che lo gestisce, Alfea, al centro di uno storico contenzioso con il Comune di Livorno.
SOPRALLUOGO e STOP
Salvetti ringrazia «le persone e le aziende che hanno lavorato per il recupero della struttura, a cominciare dal direttore dei lavori Giorgio Niccolai» e ripercorre il caos degli ultimi giorni: «I fantini hanno espresso esigenze che non condivido. Sono venuti a provare la pista e le prime reazioni mi sembravano positive. Poi è arrivato il comunicato di Di Paolo (presidente dell’associazione nazionale allenatori galoppo, ndr) che ha parlato di pista non idonea, mentre Turri (allenatrice e proprietaria, ndr) ha usato le parole dei fantini impegnati nel galoppo di prova che l’hanno definita perfettamente agibile. Siamo davanti a un cortocircuito che non voglio spiegarmi...».«Siamo amareggiati, è un grosso dispiacere - le parole di Sveva Davanzo, dirigente del ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali - per noi la pista era idonea fin dal primo sopralluogo, i fantini hanno anche svolto una prova senza grossi problemi. Sulas, presente alla prova come rappresentante della categoria, ha detto di fare una corsa anziché cinque o sei per la tenuta del terreno, ma gli addetti alla pista si sono messi a disposizione per intervenire e sistemare il terreno fra una corsa e l’altra. E a quel punto non sono arrivate risposte».È arrivata invece la lettera di diffida al sindaco da parte dell’Italian horse protection, associazione che tutela i cavalli, proprio per le condizioni della pista e per la «mancanza di garanzie sulla sicurezza degli animali». «Parlano per sentito dire - replica Salvetti - questo Comune vuole bene agli animali e l’ha dimostrato sbloccando anche la situazione del canile». E la polemica sui 2,3 milioni di euro destinati all’ippodromo? «Per riaprirlo sono stati spesi 500mila euro, ora andiamo avanti a lotti».
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