Il Tirreno

Livorno

Tre mesi dopo l'incidente in cui perse le gambe, Christian Volpi ringrazia Livorno: "Non mi sono mai sentito solo"

Christian Volpi emozionato durante la festa per il ritorno a casa (foto Michele Silvestri/Silvi)
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Christian Volpi emozionato durante la festa per il ritorno a casa (foto Michele Silvestri/Silvi)

Il ringraziamento esteso a tutti coloro che lo hanno supportato: "Tornerò ad allenarmi e a camminare". L'obiettivo sportivo sono le paralimpiadi di Parigi

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LIVORNO. "In questi giorni ho avuto molto tempo per pensare e sinceramente non saprei da dove partire,quindi comincerò dicendovi che oggi è il 12 agosto  e sono tre mesi dal giorno dell' incidente. Mi sento bene,le mie condizioni fisiche sono perfette eccetto la gamba sinistra che ha ancora qualche strascico di un'infezione con la quale combatto da ormai  due mesi. Comunque, a breve anche questa battaglia sarà vinta e mi troverò nelle condizioni di poter cominciare a riprendermi la mia vita,come voglio io".

Inizia così la lettera di ringraziamento, a tre mesi dal terribile incidente stradale in scooter in via di Levante in cui ha perso le gambe, del ventiduenne Christian Volpi. "Tornerò ad allenarmi, a camminare, a correre. Certo ci vorrà del tempo ma quel che mi è successo mi ha insegnato ad essere paziente e a capire che è bene non fare mai il passo più lngo della gamba...giusto per rimanere in tema. Con gli obbiettivi che mi sono prefissato non posso stare con le mani in mano ma anche correre troppo può diventare un problema,soprattutto perchè ciò che sto per affrontare è qualcosa alla quale nessuno si è mai preparato nella vita e una cosa è certa, non sarà una passeggiata. Però non sono solo,non lo sono mai stato... credo che questa sia la frase fulcro di quel che sto scrivendo. Sin dal primo giorno,anzi direi sin dal primo istante di quel cambiamento radicale nella mia vita non mi sono mai sentito solo,nemmeno se ero l'unico all'interno della stanza. Questo grazie a te,proprio tu che stai leggendo questa lettera", scrive. 

"Grazie per avermi salvato. Grazie per esserti preso cura di me. Grazie per la donazione. Grazie per essere venuto sotto la finestra dell'ospedale. Grazie per aver sostenuto la mia famiglia. Grazie perchè quando nessuno pensava ce la facessi,tu l'hai fatto. Grazie per avermi fatto vivere il rientro a casa più caloroso che mai potrò più vivere. Grazie per la tua forza. Grazie per aver fatto conoscere la mia storia. Grazie per avermi fatto sentire un eroe. Grazie per avermi anche solo pensato. Grazie per la pacca sulla spalla che mi dai quando mi incontri per la strada. Grazie per il bacio che mi dai sulla testa tutte le volte che saliamo la salita del garage. Grazie perchè nonostante io abbia dimostrato a tutti la mia maturità, mi chiamerai sempre “cucciolino”, si legge ancora. 
 
"Tutti mi dicono grazie per la forza dimostrata non capendo che la mia forza in parte è anche la loro - prosegue Volpi - Tutti mi dicono che sono un esempio vivente quando io sono solo la risultante dell'esempio che tutte le persone statemi vicino hanno dato sia al mondo che a loro stesse. Certo anche io c'ho messo del mio non lo nego, ma quando ti dicono che il tuo caso è considerato clinicamente impossibile, non capisco perchè non dovrei essere felice e pieno di energia. Non vedo perchè non dovrei considerarmi fortunato e grato alla vita quando novecentomilanovecentonovantanove persone nella mia situazione non ce l'hanno fatta. Non vedo come qualcosa  mi possa far paura, non avendo più paura di morire, nonostante siano solo tre mesi che ho capito il vero significato di “vivere”. Non vedo perchè quando tutti mi dicono grazie per quel che sto facendo non dovrei rispondere con un secondo grazie e non con un prego. Quindi vorrei concludere questa piccola lettera di ringraziamento dicendo che ho ben chiari i miei obbiettivi e che darò fondo a tutte le mie energie per arrivare dove la mia immaginazione non ha limiti, ma non prometto nulla a nessuno,prometto però che non lo farò solo per me,non lo farò solo per chi mi è stato accanto, lo farò anche per chi fisicamente non è potuto essere presente,anche per chi timidamente mi tifa senza far sentire la sua voce... ma soprattutto lo farò per chi non ce la sta facendo, per chi si sta arrendendo. Sarà per chi come me non è stato quell'uno su un milione,per chi non ce l'ha fatta, sarà per tutti. È una promessa". 
 

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