Il Tirreno

Livorno

Motorino bruciato, il proprietario: «Non ci diamo pace, sarà stato l'atto di un folle...»

Stefano Taglione
Il motorino distrutto
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Il motorino distrutto

Livorno, Vincenzo Sapio ha sporto denuncia alla polizia: «Siamo in pace con le persone e non abbiamo mai litigato con nessuno, è un mistero...»

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LIVORNO. «Non ci diamo pace per il rogo del nostro motorino, sia io che mia moglie non siamo riusciti a dormire. Non abbiamo mai litigato con nessuno, lo abbiamo ripetuto alla polizia: per farci una cosa del genere, rischiando di bruciare un intero palazzo, dovremmo saperlo. Non penso a una rappresaglia, non ne capisco gli eventuali motivi, credo sia stato il gesto di un folle piromane. Poteva toccare a me, come a qualcun altro...».

A parlare è Vincenzo Sapio, il proprietario del Kymko Agility 125 dato alle fiamme attorno alle 13.30 di giovedì 12 agosto in via Vittorio Emanuele Orlando, proprio di fronte al campo sportivo della Pro Livorno Sorgenti. Sua moglie Luisa, dieci minuti prima, lo aveva parcheggiato sul marciapiede a pochi metri dall’ingresso del palazzo dove vivono, ora annerito dal fumo e con l’appartamento al piano terra, dove vive una famiglia ancora in vacanza in montagna, con i vetri della veranda scoppiati.

Nel video, registrato da una vicina e consegnato agli inquirenti, si vede un uomo di circa 40-45 anni, robusto e pelato, allontanarsi con una tanica di benzina vuota da 3-5 litri dopo aver appiccato il fuoco, forse con una sigaretta. Indossava una maglia a mezze maniche azzurra e un paio di jeans. «Quando era a due metri di distanza dallo scooter, dopo averlo cosparso di benzina – racconta Sapio, che ha visionato il filmato – si è voltato all’indietro, assicurandosi che nessuno lo vedesse e sincerandosi che andasse in fiamme. Questa persona non l’ho mai vista in vita mia, né mia moglie e le mie figlie secondo le descrizioni che ho fornito loro. Siamo persone tranquille, in pace con la città e il quartiere. Proprio non capiamo come possa esserci accaduta una cosa del genere».

Sapio ha sporto denuncia in questura. «Paura? Un po’ sì, ma fino a un certo punto, perché né io, né i miei familiari, hanno fatto male a nessuno. Facciamo solo fatica a comprendere».


 

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