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Dieci mani “insanguinate” nelle vetrine. «Stop femminicidi»: è il modo per gridarlo
Luca Barbieri
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“La pittrice”,da “Unico”, “La devota”, alla “Ponceria”, “La scrittrice”, al “Forte”, “L’impiegata”, a “Enoteca Sud”, “La prostituta”, al “Cantuccio”, “La cuoca”, da “Elaboratorio culinario“, “La sportiva”, da “Tailored” e “L’ infermiera”, al “Bodeguita”“Un, due, tre stelle”, il nome del progetto con le installazioni nei locali in Venezia: «102 donne uccise nel 2020 in Italia»
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LIVORNO. Dieci mani, insanguinate. Stringono oggetti di uso quotidiano secondo l’immaginario collettivo: c’è la scrittrice con una penna, la cuoca con il mestolo, l’infermiera con la siringa, l’artista con i colori, la sportiva con il cronometro pronta a misurarsi, chi muove il mouse dell’ufficio e così via tutte le altre.
Sono mani di donne. E se si “abbassassero” «il mondo crollere...
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