Il Tirreno

Livorno

App e documenti, ecco la colazione e l’aperitivo a Livorno ai tempi del Green pass

Luca Barbieri
App e documenti, ecco la colazione e l’aperitivo a Livorno ai tempi del Green pass

Il viaggio nei bar e ristoranti livornesi che prendono le misure al certificato: «Più sicuri, ma chiediamo la collaborazione di tutti»

3 MINUTI DI LETTURA





LIVORNO. «Documenti d’identità? Sì, è il tasto dolente del decreto, noi li chiediamo quando non conosciamo direttamente il cliente, ma deve intervenire il governo, non siamo pubblici ufficiali. Per ora però è andato tutto bene e la misura, per noi, è positiva». Federica Garaffa della pasticceria Cristiani conosce bene le dinamiche del commercio, dell’attività imprenditoriale e della quotidianità. Per ora, nel suo primo bilancio, promuove il green pass, senza dubbi. Il dibattito si apre semmai sulla richiesta dei documenti ai clienti nel momento in cui esibiscono il pass per verificare la corrispondenza. E qui invoca un intervento univoco da parte direttamente del governo per evitare che possano nascere in futuro situazioni di impasse.

Il primo bilancio

«Tutti noi abbiamo scaricato l’app, provandola nei giorni precedenti per verificarne l’utilizzo e non ci ha dato problemi, almeno per il momento. A chi si siede dentro, ovviamente, chiediamo pass e documento d’identità, a meno che non siano clienti che ovviamente conosciamo direttamente e possiamo dunque sapere chi abbiamo davanti», osserva. Si entra, oltre al bancone c’è la saletta interna dove campeggia un grande cartello che separa i tavoli interni dal resto del locale: “Per accedere ai tavoli della saletta interna è necessario il green pass”; si mostra il certificato o cartaceo o tramite smartphone e ci si siede: «Abbiamo delegato alcuni dipendenti nel controllo, perché ci vuole un’apposita delega. Per ora non ci sono stati problemi, ben venga questo strumento se sarà quello che ci garantirà di non chiudere più», aggiunge. Sì perché, riflette dati alla mano, «come associazione Fipe, a livello nazionale, il 2020 è stato duro: 20 mila chiusure. Altre sarebbero un disastro da cui il settore potrebbe non riprendersi definitivamente».

Insomma, le prime ore dal debutto di venerdì mattina da Cristiani incassano l’ok: «I clienti al momento non hanno fatto problemi, chi si siede dentro si sente semmai più sicuro così. Lo ripeto, ben venga, ma adesso sarebbe auspicabile un intervento del governo per metterci nelle condizioni di chiedere i documenti senza aver problemi», sottolinea. Dalla pasticceria ai locali dell’aperitivo o per la cena, a vedere le prime reazioni: come si sono organizzati. E così, a proposito del green pass Enrico Ungaretti, giovane titolare di I’m Burger, vuole precisare la sua posizione: «Sono convinto che non spetti a noi controllare i clienti, ma sono fortemente convinto della necessità di vaccinarsi. Nel mio locale siamo vaccinati. E ho attrezzato anche lo spazio chiuso in modo da rispettare tutte le regole e le prescrizioni anti-Covid», fa sapere. E torna al nodo-documenti e controlli, un refrain quasi: «Solo che, visto che lo Stato non ha stabilito l’obbligo vaccinale, non può scaricare sulla nostra categoria il compito di eseguire i controlli».

Da locale a locale, alle prese con la nuova misura, con la Baracchina Rossa con i primi clienti all’aperitivo di venerdì già pronti con green pass alla mano anche se tutti seduti nei tavoli esterni a godersi l’estate del lungomare di viale Italia. Dario Spagnoli, titolare del Forte San Pietro in Venezia, fresco di “gemellaggio” durante la stagione estiva con un altro locale, “Le Botteghe”, adesso ha i tavoli all’aperto, ma in vista della stagione autunnale chiosa: «Faremo quello che diranno i protocolli, come sempre per cercare di lavorare e vivere in sicurezza. Siamo di fronte a un’emergenza sanitaria...».

Effetto Venezia

Oltre a locali, come pub, bar e ristoranti, tra i luoghi dove è obbligatorio il green pass, ci sono anche le sei zone di “spettacolazione” all’interno di “Effetto Venezia” che stasera si concluderà. Per accedere nelle aree perimetrate, il personale addetto ai controlli scansiona volta per volta con l’app e il qr code la versione cartacea e quella digitale del pubblico che entra. Anche se alcuni dribblano le transenne, e quindi il green pass, assistendo agli spettacoli a pochi metri, ai lati cioè della zona recintata e nella quale gli accessi sono scanditi a suon di qr code dagli steward.

[[atex:gelocal:il-tirreno:livorno:cronaca:1.40580395:gele.Finegil.StandardArticle2014v1:https://www.iltirreno.it/livorno/cronaca/2021/08/08/news/green-pass-le-associazioni-lanciano-l-sos-il-governo-chiarisca-i-clienti-ci-aiutino-1.40580395]]

© RIPRODUZIONE RISERVATA
 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web