Il Tirreno

Livorno

la richiesta al vescovo 

La ex scuola dell’infanzia “Anna Maria Rosa” come alternativa

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Genitori, dipendenti e titolare dell’ “Isola che non c’è” di via Michon non demordono. Si guarda con le stesse motivazioni di emergenza, alla scuola materna “Anna Maria Rosa” oggi chiusa e inutilizzata. «Chiediamo disponibilità a don Fabio Menicagli, dal momento che la chiesa Nostra Signora del Rosario ha la proprietà di questa struttura, gli chiediamo disponibilità di tali locali nella formula contrattuale che sarà ritenuta più opportuna per “L'Isola che non c'è”, per un tempo comunque limitato in orari e giorni, quantomeno fino alla riapertura della sede di via Michon una volta terminata la ristrutturazione». L’appello accorato quindi va sia a don Menicagli, ma soprattutto al vescovo Simone Giusti e monsignor Ivano Costa: «Per ricercare una risoluzione alla attuale situazione di “impasse” sulla interpretazione delle disposizioni in materia di vincoli di destinazione d'uso pastorale e di cessione di beni sottoposti a vincoli a terzi per uso diverso, anche interpellando direttamente la Cei per un parere in merito e/o la concessione di una deroga in tal senso, trattandosi di una situazione emergenziale, per il tempo sufficiente all’ “Isola che non c'è” di risollevarsi dal crollo della precedente struttura evitandole in tal modo di chiudere», chiudono nel loro appello.

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