Il Tirreno

Livorno

L’accusa 

M5s contro la giunta: «Qui si fanno solo gli interessi dei privati»

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LIVORNO. Per il gruppo consiliare M5S la scelta del Comune di dare il via a 12mila mq di nuovo commerciale e direzionale al Nuovo Centro è “una scelta gravissima”. La giunta “ha infatti approvato – scriive M5S – la modifica di una parte di piano attuativo per il Nuovo Centro senza uno straccio di motivazione legata all’interesse pubblico, peraltro nell’ultimo consiglio prima della pausa estiva, in mezzo ad atti di bilancio, Dup e altre importanti delibere come quella sulla commissione di indagine sull’anticorruzione. Lo ha fatto adesso quando avrebbe potuto ripianificare completamente le parti rimanenti di tale piano (approvato nel 2008 e scaduto nel 2018), rivalutando quindi meglio gli interessi per la città ed inserendo la nuova pianificazione nel Piano Operativo. Addirittura lo ha fatto, accusando il M5S di “essere stato fermo”, perché alcune parti rimanenti del piano attuativo erano rimaste comprensibilmente in sospeso dopo la tragica alluvione del 2017, in attesa delle nuove carte della pericolosità idraulica, predisposte poi dal Genio civile ed inserite nel piano strutturale approvato nel 2019».

E ancora: «Una proposta di modifica del piano attuativo del Nuovo Centro era già stata fatta all’amministrazione 5 stelle che, interpellata informalmente su un progetto molto più “soft” rispetto a quello presentato alla Giunta Salvetti, rispose però picche. Tale scelta venne fatta ancor prima dell’alluvione e fu motivata dal fatto che la proposta presentata dal privato avrebbe rappresentato un ulteriore depauperamento del nostro territorio in quanto, anziché delle strutture con funzioni direzionali (che avrebbero potuto ospitare anche uffici e servizi per la cittadinanza), si proponeva di costruire strutture con funzione prevalentemente commerciale. Tutto ciò quindi prescinde ma si somma ai doverosi dubbi dal punto di vista idrogeologico e rende tale scelta davvero inaccettabile. Una decisione politica quella del Pd che è legata ad una proposta ancora più scadente rispetto a quella fatta a suo tempo alla precedente amministrazione e che va appannaggio del privato il quale, anche se rinuncia a 12 mila mq di costruzioni, preferisce evidentemente la semplice funzione commerciale a quella direzionale, perché molto più conveniente in termini di monetizzazione dell’intervento. Oltre al merito, c’è il metodo che ci ha reso molto perplessi già nella discussione in commissione. Tale delibera ci è stata presentata infatti in assenza di una relazione tecnica del Dipartimento urbanistica, come normalmente viene fatto in caso di varianti urbanistiche. In commissione abbiamo richiesto quindi questa documentazione e ci è stato risposto che, visto che si è scelta una procedura semplificata, rifacendosi ad un comma di un articolo di una legge del 1942 Ci è stata presentata quindi solo la relazione tecnica del privato. E anche questo la dice lunga sull’approccio di questa Amministrazione bbiamo ripetutamente chiesto sia in commissione che in consiglio quale fosse l’interesse pubblico sotteso all’approvazione di questo atto e incredibilmente non ci è stata data risposta a questa semplice domanda. ’Assessora Viviani ha parlato di opere di urbanizzazione richieste ripetutamente dai cittadini, ma in questa parte del piano attuativo è ricompreso soltanto un parcheggio a servizio dei capannoni commerciali che sorgeranno. A nostro parere quindi l’interesse pubblico non sussiste. siste invece l’interesse del privato ...e che privato!». —



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