Il Tirreno

Livorno

il concerto del congedo 

Stasera la banda del numero due dell’Authority suona il rock (e il soul)

Mauro Zucchelli
Stasera la banda del numero due dell’Authority suona il rock (e il soul)

Il segretario generale Massimo Provinciali all’ultimo atto dopo che al suo posto è stato nominato Matteo Paroli

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il ritratto

Mauro Zucchelli

Qualcosa di lui potrebbe dirlo il fatto che nella fotina di Whatsapp non si presenta con la grisaglia ex-ministeriale bensì con un curioso ippopotamo impegnato in un complicato esercizio d’equilibrio su una zampa: manco fosse il funambolo Philippe Petit ma con un paio di tonnellate in più. Quello che andrà in scena in Fortezza Vecchia stasera alle 21,30 è come un giro sul lato freak di Massimo Provinciali, per dieci anni numero due di Palazzo Rosciano, l’istituzione che governa il porto, dopo aver messo in fila un curriculum da alto dirigente del ministero delle infrastrutture (fino ad aver nelle mani, prima di venire a Livorno, la responsabilità di direttore generale della portualità e successivamente del trasporto ferroviario).

Già, perché Provinciali si presenterà con “Manifé”, la band che insieme a lui alla batteria e cori vede protagonisti anche Nicoletta Solinas («basso e splendida voce») e Federico Onida («talentuoso chitarrista»), che ormai da tempo dividono con lui la passione per una certa idea di musica.

Pochi giorni fa il comitato di gestione dell’Authority, su proposta del presidente Luciano Guerrieri, ha formalizzato la nomina di Matteo Paroli come nuovo segretario generale: erano mesi che Provinciali mandava segnali espliciti di voler tornare a Roma. Lascerà effettivamente l’incarico a fine mandato, cioè a metà settembre, ma questo concerto potrebbe rappresentare il modo del tutto fuori dagli schemi («avrei potuto salutare con una dotta conferenza sull’articolo 17…») con cui Provinciali si congeda dal porto che ha contribuito a governare a partire dal 2011. Da quando cioè l’allora presidente Giuliano Gallanti per avere al suo fianco Provinciali non esitò a ingaggiare una battaglia con il Pd locale che voleva una nomina livornese.

Non è la prima volta che un manager pubblico di questo rango si esibisce in concerto: basti ricordare le esibizioni di Gina Giani, la cui capacità organizzativa è stata fra gli ingredienti dell’espansione dell’aeroporto di Pisa. Non è la prima volta che Provinciali suona in pubblico: l’ha già fatto in altre città e qui da noi l’ha fatto ai Bottini Fusion e anche alla Fortezza Vecchia. Quell’antico fortilizio rimasto aperto grazie al fatto che, d’intesa con Comune e Regione, l’Authority l’ha presa in mano e l’ha trasformato pure in luogo di spettacolo: Gallanti ci mise del suo perché era appassionato della Fortezza come scenario culturale per mostre ma se è diventata il palcoscenico per tante band di ragazzi livornesi e se ha acquisito familiarità per tanti giovani lo si deve alla spinta sul versante spettacolare nata dalla passione di rocker dell’altra metà di Provinciali segretario generale.

Lui – classe ’58, compleanno nello stesso giorno di Lenin e Kant, Ambra Angiolini e Rita Levi Montalcini – mette l’accento su sé stesso che si è ritrovato «adolescente negli anni d’oro del pop-rock, prima metà anni ’70, e la batteria mi ha catturato da subito, poi l’ho suonata istintivamente». In realtà, suona «anche il basso e un po’ la chitarra ma la batteria è il primo amore».

Fra i brani in scaletta stasera “I shot the sheriff” o “Natural woman”, come “You can leave your hat on” o “Rolling in the deep” oppure “I’d rather go blind”: insomma, siamo al crocevia fra pop, blues, rock e soul fra Joe Cocker e Etta James, Eric Clapton e Alicia Keys. «Volevo mettere in repertorio anche “Grazie Roma” ma la band mi ha messo in minoranza», dice il cuore giallorosso del batterista-segretario con la sciarpa da curva sud romanista.

Del resto, nel febbraio scorso l’Authority era finita in un ginepraio di ricorsi al Tar – un fuoco incrociato di una cinquantina di casi – era andato al contrattacco per dire che poi alla fin fine, eccettuato quelli sul piano attuativo di dettaglio, Palazzo Rosciano li vinceva l’uno dopo l’altro: e per dirlo anche in quel caso aveva lasciato nell’armadio l’uniforme da alto burocrate e si era fatto fotografare con una t-shirt con uno stralunato personaggio di South Park che, non c’è bisogno di tradurre, intima “Respect my Authority”… —

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