Gioco
Lipu: eliminati platani e oleandri per creare la corsia-fantasma
LIVORNO. «Quei platani sono stati sacrificati per niente». Lo dicono gli ecologisti della Lipu per segnalare il paradosso delle soluzioni adottate a servizio del nuovo supermercato Esselunga all’ex Fiat, ricordando la propria battaglia per cercare di salvare quegli alberi. L’esito è paradossale e sconcertante secondo l’associazione ambientalista: è stato spostato lo spartitraffico centrale e questo ha portato con sé l’abbattimento dei platani e la distruzione di una «bellissima siepe di oleandro». Ma l’unico scopo è stato quello di «creare una corsia che non serve a niente: né per il transito né come parcheggio».
La Lipu torna a insistere su cosa si è perso con l’abbattimento: «Un platano di grandi dimensioni assimila ogni anno 436 kg di anidride carbonica mentre i nuovi alberi che sono stati piantati in sostituzione, ammesso e non concesso che riescano a sopravvivere, soltanto tra qualche decennio riusciranno a ripristinare i benefici andati perduti: un platano di nuovo impianto assorbe solo 5 kg di Co2 all’anno, quindi c’è un differenziale negativo del 96%». Non è tutto: i nuovi alberi «sono stati messi ad appena 60 cm dal bordo stradale» e, quando cresceranno, «riproporranno gli stessi problemi che venivano lamentati (sollevamento del marciapiede e dell’asfalto)».
Facendo la “pagella” della nuova situazione, la Lipu non nasconde alcuni aspetti positivi come il fatto che si sia intervenuti in un’area dismessa senza «ulteriore consumo di suolo», bene anche il fatto che il cantiere abbia usato modalità per mitigare l’impatto dei lavori sui residenti. Ok pure la piantumazione di nuovi alberi in sostituzione di quelli abbattuti (ma «in un contesto non adatto», fra quelli nel parco di via Torino «diversi stanno già seccando») e la pista ciclabile (ma bisognava renderla meno impattante).
La Lipu dà valutazioni «alquanto deludenti»: niente di veramente innovativo dal punto di vista ecologico, «soltanto valanghe di cemento gettate nel terreno, anche dove non se ne ravvedeva questa necessità»: le radici dei lecci in via degli Etruschi sono «pesantemente danneggiate», anche il nuovo verde «ha uno stile da “padiglione fieristico”», è insediato «su un palmo di terra artificiale e anonima» riportata sopra «gettate di cemento armato e distese di pietrame compattato».–
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