Il Tirreno

Livorno

Il Palazzo Grande si rifà il trucco: al lavoro per pulire la facciata

Roberto Riu
Il Palazzo Grande si rifà il trucco: al lavoro per pulire la facciata

A quasi 70 anni dall’inaugurazione intervento con la piattaforma aerea per togliere le incrostazioni di dalla pietra di rivestimento

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LIVORNO. Le facciate principali del Palazzo Grande stanno tornando all’aspetto originale ovvero quando l’imponente (e controverso) edificio polifunzionale noto anche come il “nobile interrompimento” fu inaugurato quasi settant’anni fa, nei primi mesi del 1952, su disegno dell’architetto romano Luigi Vagnetti.

Da alcuni giorni una squadra di tecnici è impegnata in quota con una piattaforma aerea autocarrata nell’intervento sui vasti prospetti dell’avancorpo del fabbricato, attualmente detenuto dall’Immobiliare “Falco” srl, che con la sua inconfondibile sagoma squadrata domina la piazza Grande affacciandosi anche su via Pieroni e via Cogorano: «Si tratta – spiega l’ingegner Roberto Petroni (Immobiliare Falco) di un intervento di ripulitura della pietra di rivestimento delle facciate di quella parte di edificio proseguendo così quanto già eseguito qualche anno addietro sul blocco retrostante. Per il mantenimento nel tempo delle superfici è previsto anche l’impiego di appositi impregnanti, oltre ad eseguire il ripristino dei comenti fra le varie lastre e la ripresa degli intonaci. Nel complesso, insomma, è un lavoro di manutenzione».

Quello odierno rappresenta perciò la continuazione dell’intervento analogo eseguito nel novembre del 2017 sul corpo retrostante dell’edificio, quello contenente l’ex cinema Grande, affacciato sulla piazza Civica. Anche in quel caso si trattò di un lavoro di pulizia del rivestimento in lastre di chiampo porfirico rosato per togliere con detergenti le incrostazioni di smog accumulatesi nei decenni riportandolo così alla parvenza originaria. In quell’occasione venne anche restituito alla sua colorazione naturale il caratteristico bassorilievo in ceramica policroma raffigurante una chimera, eseguito nel 1952 dall’artista romano Duilio Cambellotti e che costituisce uno degli elementi distintivi dell’edificio.

Al contempo la società proprietaria del fabbricato realizzò il potenziamento dell’illuminazione notturna lungo il perimetro dell’ex cinema-teatro che aprì la sua attività il 25 marzo 1952 con lo spettacolo di rivista “Gran Baldoria” con Enrico Viarisio ed Elsa Merlini, insieme al maestro Gorni Kramer, al Quartetto Cetra e alle “Bluebel Girls”, mentre il primo film ad esservi proiettato è stato “Il sogno di Zorro” con Walter Chiari, Delia Scala, Vittorio Gassman e Carlo Ninchi per la regìa di Mario Soldati. Trasformata in multisala nel ’99, poi chiusa otto anni fa, quell’immensa volumetria rimasta sinora vuota e inutilizzata dovrebbe, entro la fine dell’anno, essere riqualificata con il progetto “No more movie” trasformando quel vasto spazio di ben tremila metri quadrati in un luogo di ritrovo fra eventi e musica, come riportato sul Tirreno nel maggio scorso. —

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