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Romito, cinghiali in difficoltà per il cibo, occhio al rischio di incidenti

mauro Zucchelli
Romito, cinghiali in difficoltà per il cibo, occhio al rischio di incidenti

Nella notte sul Romito in zona Quercianella gli animali causano un tamponamento. L'appello di Trusendi (polizia provinciale): i bidoncini dell'organico non vanno esposti la sera prima

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LIVORNO. Un gruppo di cinghiali poco prima di mezzanotte attraversa l'Aurelia nella zona del Romito, a nord dell'abitato di Quercianella: invade la carreggiata all'improvviso proprio mentre arriva un'auto. È costretta a inchiodare, li evita in extremis ma viene violentemente tamponata dalla vettura che segue: l'ambulanza della Svs trasporta all'ospedale la conducente.L'episodio fa tornare alla memoria il rischio di incidenti causati da cinghiali: già a maggio due giovani erano rimasti feriti nell'impatto con un animale sulla strada nella zona di Vicarello, nel luglio di due anni fa un'auto si era ribaltata dopo lo scontro con un cinghiale non lontano dal Cisternino, nel settembre 2016 uno scooterista era morto travolto da una vettura dopo aver urtato alcuni cinghiali sulla provinciale per la Valle Benedetta.«Dipende dal fatto che con questo caldo - spiega Maurizio Trusendi, comandante della polizia provinciale - i cinghiali non trovano più nel bosco di che sfamarsi e vanno a cercarlo dov'è possibile: sono erratici, hanno un discreto olfatto e dunque vengono richiamati dagli scarti di cibo che d'estate il gran numero dei bagnanti lascia dentro o fuori dai cestini dell'immondizia lungo i percorsi per andare in spiaggia. Ecco perché si spingono così vicino al litorale».

Ma non basta: il responsabile degli agenti di Palazzo Granducale tiene a sottolineare il doppio effetto boomerang che possono avere, da un lato, l'esposizione dei mastelli dell'organico con troppo anticipo («è un errore metterli fuori già la sera precedente») e, dall'altro, «l'idea di voler fraternizzare con questi animali lasciando loro cibo pensando di poterli quasi addomesticare in nome di un atteggiamento forse un po' troppo disneyano». È sufficiente pescare nell'archivio della cronaca per vedere che non erano mancate le denunce dell'abitudine di bracconieri di "governare" abusivamente i cinghiali per averli poi a disposizione per cacciarli...Se in passato erano stati avvistati cinghiali fino in riva al mare del Romito, di recente il problema sembrava essersi manifestato soprattutto fra Antignano e Montenero. Nel dicembre scorso era stato notato un branco di una ventina di cinghiali nel giardino di via Caduti nei Lager Nazisti, successivamente era stato il sindaco a chiedere alla Regione di far intervenire la polizia provinciale per arginare il problema: decine di animali si muovevano fra l'Apparizione e la parte più alta di Montenero.La nuova normativa - ricorda Trusendi - affida le competenze non più alla Provincia bensì alla Regione ma sugli ungulati viene dato mandato alla polizia provinciale di intervenire in caso di esigenze di tutela delle produzioni agricole. Si cerca prima di tutto di puntare su metodi soft: come ad esempio ricacciare verso le zone interne gli animali per allontanarli dalla possibilità di creare pericoli.

«Altrimenti si predispongono le catture: talvolta le gabbie vengono sabotate, c'è da dire che utilizziamo foto-trappole. Anche per limitare al minimo all'animale la permanenza in gabbia. Viene avvertita l'Asl perché il veterinario dica se il cinghiale può essere affidato a un'azienda».Il caso del Romito è particolare, spiega Trusendi: «A differenza di quel che accade in altre zone, nella zona del Romito appena il cinghiale scende c'è la strada, non ha neanche il tempo per diventare guardingo come avverrebbe se ci fosse uno spazio intermedio tipo una radura. E quando sbuca sulla statale, tutto avviene davvero all'improvviso...».

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