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«Ricoverato con la polmonite da Legionella», allarme in un condominio del centro di Livorno
Non c’è solo la questura di viale Boccaccio, scoperta la presenza del batterio anche in un complesso dove vivono 54 famiglie: partita la bonifica del sistema idraulico
LIVORNO. Non c’è solo la questura di viale Boccaccio. L’allarme legionella nelle tubature dell’acqua in città si sta allargando e preoccupa. Oltre alla struttura della polizia dove la bonifica durerà tre giorni a causa della presenza anche di escherichia coli, emerge un altro caso all’interno di un condominio del centro.
La preoccupazione è nata la settimana scorsa quando uno dei residenti del complesso dell'Astoria, il palazzo con ingresso in via Ricasoli e dove vivono circa 150 persone, è stato ricoverato in ospedale per un malore. La diagnosi è stata quella di una polmonite da legionella. Per fortuna l’uomo adesso sta meglio ed è fuori pericolo. Subito sono scattate le analisi che hanno fatto emergere la presenza del batterio nel circuito del condominio in una percentuale superiore a quella tollerata dall’organismo.
Per questo alle 54 famiglie che abitano nei diversi appartamenti è stato vietato – per prima cosa – di fare le doccia e di usare l’aria condizionata perché il sospetto è che il batterio possa annidarsi anche all’interno degli split. Intanto è già partita la bonifica del circuito dell’acqua attraverso l’immissione di perossido di idrogeno, una sostanza capace di ottenere quattro risultati: abbatte la contaminazione batterica totale delle acque, essendo un ossidante molto più potente del classico ipoclorito; è studiato per la prevenzione della contaminazione da batteri del genere Legionella; impedisce la formazione di biofilm all’interno degli impianti; non altera le caratteristiche organolettiche dell’acqua (gusti e odori sgradevoli).
Una scelta diversa rispetto a quella fatta dalla questura per la bonifica degli ambienti. Dove è stato scelto di usare per la disinfestazione dell’impianto o l’immissione di ipoclorito di sodio fino a ottenere una concentrazione di cloro tale» da eliminare i batteri». Durante l’intervento – che al momento è in corso – non sarà consentito l’uso dell’impianto che dovrà stare fermo per almeno due ore. —
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